“…Poi dio creò la donna a sua immagine,
la creò dalla terra grezza,
la creò dall’illusione di se stessa,
Lilith, nei cui occhi vedete il perduto amore
o l’amore abbandonato,
Lilith, preda e predatrice
che canta come una colomba per domare il leone,
che legifera per infrangere,
regina e minuzia al tempo stesso,
Lilith che abita il centro della terra
e la osserva, mentre adagio le gira intorno,
che possiede i cipressi, i crepuscoli,
e il lontano orizzonte del mare,
lei, soffice come una nuvola, cerea come una nuvola,
che non ha tempo per pianti estivi
né per lacrime autunnali,
che lega i suoi uomini e poi piange perché possano liberarsi,
lei, la sconosciuta
vestita da prostituta
lei, il cui passato sta nei sogni il cui futuro
già le brilla negli occhi
lei, forte nella sua femminilità, e quindi dolce
che soffre per amore suo malgrado
che divora il cielo, e come latte beve la luna
lei, per un istante tra le braccia
l’attimo dopo un’ombra lontana,
lei, luce dell’alba,
la cui nudità scorgono solo i ciechi
donna libera, donna in catene
donna libera persino dalla libertà,
punto dove l’inferno e il paradiso s’incontrano in pace
desiderio assoluto, e voglia di desiderare,
Lilith, albero chinato dal peso dei suoi fiori
Lilith, fulmine all’orlo dell’abisso
Lilith, tenera nella vittoria, potente nella sconfitta,
Lilith, senza certezze né bisogni
che parla per tutte le donne,
che vede senza mai scegliere
che sceglie senza mai sprecare
Lilith che parla per tutti gli uomini,
pronta a tradire il suo sesso,
pronta a tradire,
i cui mille tagli sono piu teneri di mille baci.
Lilith, la peccatrice devota,
poeta demone e demone poeta.
Trovatela in me, trovetela nei sogni,
trovatela e prendete da lei
quello che desiderate,
prendete ogni cosa,
prendete tutto:
nulla sarà mai abbastanza.”