“Quando sono andato a scuola, mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande.
Ho risposto “felice”.
Mi dissero che non avevo capito l’esercizio
e io risposi che loro non avevano capito la vita.”
John Lennon
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“Esercizio: trattare la felicità come
un organo qualsiasi. Dire tre volte
trentatrè respirare a bocca aperta.
Se fa molto male farsi massaggiare.
Se si infetta d’infelicità disinfettare.
Camminare senza fretta. Riposare.”
Andrea Bajani, da “Promemoria”, 2017
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Esercizio con sentimento
“Per l’alto cielo odoroso d’arance
e di camicie nude al davanzale,
come caro lo scroscio che m’assale
di sole tardo la povera guancia.
Oh riaprirsi all’affettuosa lancia,
tornare uccello di giovin ali …
vita, puoi dunque ancora non far male,
se mi dai questa incredibile mancia.
Ma tu, cuore, detrito di tempeste
inaccadute, che pensi, che dici,
nel girotondo d’arancia celeste?
sapessi riparlarne con gli amici,
ritrovare una sera le tue feste,
ingenui moti, vanità felici.”
Gesualdo Bufalino, “Esercizio con sentimento”, da “L’amaro miele”, 1989
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“Per qualche misterioso motivo
i giorni si inclinavano verso il vuoto
penso che Dio si sia completamente stancato di noi
troppa è quest’assurdità, disse mentre ripiegava il grande
registro dell’umanità spenta.
Come un divario porgo l’anima
mi avvolgo come una lunga corda dimenticata in un vecchio pozzo
tutto quel che fa è colpire i muri
colpire i muri
i muri.
Mi alleno a scrivere
come se tutto quel che ho scritto fosse solo una lunga lezione
che scrivo e cancello senza tregua.
Mi alleno a dimenticare
getto una pietra nel lago secco
e aspetto il rumore della caduta
ammetto senza colpa che sono un’ostinata illusionista
carico le parole con pesi eccessivi
aspetto che l’ispirazione mi cada in testa
senza gemere.
Non sono d’accordo con te
lo dichiaro alla vita, alle persone
al marciapiede, al tuo volto triste,
al mare scuro di notte,
al paese agganciato come un becco sciocco
alle risate, al testardo oblio
alla tristezza mentre mi tira il vestito
non sono d’accordo senza sosta e senza spiegazioni.
Sono colei che alla fine si trova sull’orlo del volo e ritorna
con ali piegate e vestiti severi
sento la fame dei poveri nel vento
e il pianto delle persone in lutto
sento la tua strana malinconia e i tuoi sogni che hanno
smesso di volare
e dico che sia impossibile per questo tempo che gira su se stesso
come un pazzo ubriaco dimenticarti
poi ho preso dalla tua anima questa infermità
e l’ho impastata con la mano fino a diventare
un campo di crisantemi visitato da uccelli liberi.”
Samira Albouzedi (Libia), in “Dalla biografia dei giorni smarriti”, 2022 – Traduzione di Sana Darghmouni
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Vincent Van Gogh, “Campo di grano con volo di corvi”, 1890
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Immagine in evidenza: Paul Klee, “Senza titolo”, 1939