“Non è l’amore, e nemmeno la simpatia (nello stretto significato della parola) che spinge un branco di ruminanti o di cavalli a formare un cerchio per resistere ad un attacco di lupi; né è l’amore che spinge i lupi a mettersi in branco per cacciare; né è l’amore che spinge i gattini o gli agnelli a giocare insieme, o una dozzina di specie di giovani uccelli a vivere insieme, l’autunno; e non è l’amore né la simpatia individuale che spinge migliaia di caprioli, disseminati su di un territorio ampio come la Francia, a formare dei branchi, diretti tutti verso lo stesso luogo al fine di attraversare un fiume in un determinato punto. È un sentimento infinitamente più largo dell’amore o della simpatia personale, un istinto che s’è a poco a poco sviluppato fra gli animali e fra gli uomini nel corso di una evoluzione estremamente lenta, e che ha insegnato agli animali, come agli uomini, la forza che possono trovare nella pratica dell’aiuto reciproco e del mutuo appoggio, ed inoltre i piaceri che può loro offrire la vita sociale. (…)
L’amore, la simpatia ed il sacrificio di sé compiono certamente una funzione immensa nello sviluppo progressivo dei nostri sentimenti morali. Ma non è sull’amore e nemmeno sulla simpatia che la società è basata, nell’umanità: è sulla coscienza della solidarietà umana – non fosse essa che allo stato d’istinto – ; sul sentimento incosciente della forza che dà a ciascuno la pratica del mutuo appoggio, sul sentimento della stretta dipendenza della felicità di ciascuno dalla felicità di tutti, e sopra un vago senso di giustizia o d’equità che porta l’individuo a considerare i diritti di ogni altro individuo come uguali ai propri”.
Pëtr A. Kropotkin, da “Il mutuo appoggio: un fattore dell’evoluzione”, 1902
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In evidenza: Foto di Solly Levi