Le Corbusier, sbarcando a New York,
a un giornalista che gli chiede che cosa pensa dei grattacieli:
“Sono troppo bassi”.
Ennio Flaiano, da “Diario degli errori”, 1976 (postumo)
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I grattacieli
“Pare che prima o poi
anzi prima che poi
sugli Aliscampi che splendono
tra Amalfi e Vietri si vedranno enormi
grattacieli e già sorge dalla cintola insù
l’intellighenzia, con suoi alti piati.
Ma saranno sprecati; grattare il cielo
è ciò che resta a chi non creda più
che un cielo esista.”
Eugenio Montale, “I grattacieli”
(Questa poesia, inedita, è stata ritrovata dalla studiosa Ida Duretto, docente di letteratura italiana a Kyoto, nel corso di un lavoro sulla raccolta montaliana “Altri versi”. Il testo, datato 8 marzo 1975, era contenuto nei fascicoli miscellanei del Fondo Montale, al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia: si tratta di un dattiloscritto con correzioni manoscritte del poeta, riportato sul retro di una traduzione di alcune poesie di Yeats.)
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Grattacielo
”
Quando rincasavo la sera
c’erano due lumi rossi
agli angoli dello sterrato,
In quel fosso è nato
il grattacielo di Milano,
un piccolo segno di vittoria
per noi apostoli di cànoni nuovi
del nuovo vangelo,
Me lo trovo impagliato
di fronte all’Albergo Doria
come se. io l’avessi innaffiato .
Mi fa ombra sul viso
all’angolo del marciapiede,
dove la fioraia contadina
portava un tempo edelweiss
e narcisi.”
Leonardo Sinisgalli, “Grattacielo”, da “Furor Mathematicus”, 1933
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Nell’immagine in evidenza: il Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del mondo (829,81 metri) – Foto di Gary McGovern