Quando ero un temporale

“Temporale si innamora della pioggia. Un colpo di fulmine.”
Fulvio Fiori, da “Umorismo Zen”, 2012
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Prima di tutte le cose ero un temporale
“Prima di tutte le cose ero un temporale
ero diventato un temporale prima di nascere
anche mia madre era un temporale.
Ci siamo incontrati nello spazio
pochi giorni prima del suo matrimonio.
Poi sono nato.”
Fabio Pusterla, da “Figurine d’antenati”, 2020
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Temporale
“Tuona sopra i pini
La nube densa sgrana le sue uve,
cade l’acqua da tutto il cielo vago,
il vento scioglie la sua trasparenza,
si riempiono gli alberi di anelli,
di collane, di lacrime fuggenti.
Goccia a goccia l
a pioggia si raccoglie
ancora sulla terra.
Un solo tuono vola
sopra il mare e i pini,
un tuono opaco, oscuro,
un movimento sordo:
si trascinano
i mobili del cielo.
Di nube in nube cadono
i pianoforti delle altezze,
gli armadi celesti,
le sedie e i letti cristallini.
Tutto è trascinato dal vento.”
Pablo Neruda, da “Canto General”, 1950
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Temporale estivo

 

“I. (bróntola)
Ride bagnato, addosso a la montagna,
il borgo al temporal che or or si muta
altrove, in giú, verso l’ampia campagna,
col suo tendon di pioggia fitta e acuta;

rapido gli altri borghi vi guadagna
e a suo modo col tuon pria li saluta.
Qui odor di terra e l’acqua che ristagna
per rispecchiare il ciel donde e caduta.

Burbero un nuvolon brontola ancora,
dal temporal quassú lasciato indietro:
patir non sa che scomodato il vento

l’abbia per cosí poco: al suo scontento
sol però si commove ad ora
ad ora tra le bacchette mal commesso un vetro.

 

II (gràcida)
Ora gli alberi folti del viale
riversano, se l’aura un po’ li mova,
a scosse, crepitanti, giú la piova
che hanno accolta testé dal temporale.

E il tufo arsiccio immollano, dal quale,
se è ver qual sembra, una famiglia nova
di girini qua e là saltanti scova
a cui fu l’acqua spirito vitale.

E saprà d’acqua il gracidío sonoro,
allor che divenuti raganelle,
nel silenzio, al pio lume de le stelle,

su questi rami canteranno a coro,
e le udrà grato nelle algenti sere,
tornando al borgo alpestre, il carrettiere.”

 

 

Luigi Pirandello, da “Zampogna”, 1901

 

 

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 Pierre Auguste Cot, “The Storm”, 1880

 

 

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Temporale 

 

 

“S’ammala il sole, s’accuccia il monte,
carovane di nere nuvole
stanno in agguato di fronte,
in basso timidi uccelli volano,
in terra trascorrono grigie ombre.
Il tuono, lento dopo il fulmine,
passa con rombo pauroso.
Fitta, gelida la pioggia
s’abbatte in rovesci di scialbo argento,
scroscia in fiumi, scorre in rivoli,
con mal trattenuti singhiozzi.”

 

 

Hermann Hesse, “Temporale”, da “Musica e solitudine”, 1915

 

 

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Temporale

 

“Un bubbolio lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare,
tra il nero un casolare,
un’ala di gabbiano.”

 

Giovanni Pascoli, “Temporale”, da “Myricae”, 1891

 

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Il lampo

 

“E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.”

 

Giovanni Pascoli, “Il lampo”, da “Myricae”, 1891

 

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Il tuono

 

“E nella notte nera come il nulla,

a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s’udì, di madre, e il moto di una culla.”

 

Giovanni Pascoli, “Il tuono”, da “Myricae”, 1891

 

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La finestra

 

“Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l’elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s’estendeva sull’intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d’aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l’elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.”

 

 

Raymond Carver, “La finestra”, da “Blu oltremare”, 1986

 

 

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Cuocimi un tuono
“Annaffiami la luna.
Spazzolami i denti delle scale.
Trasportami nella tua valigia di carne sul mio letto d’ossa.
Cuocimi un tuono.
Raccogli i terremoti in una gabbia
e coglimi un mazzo di lampi.
Tàgliati in due e mangia una di queste metà.
Eiaculati nell’aria orgogliosa dei getti d’acqua di Versailles.
Brùciati arròtolati a palla.
Sii una palla dal riso arcaico
che rotola intorno a una pillola.
Getta tutte le tue lingue alle rose.
Regala le tue lingue ai dolci rinoce-rosa.
Pastìcciati un pasticcio.
Rànati in rana.
Poniti come firma sotto la mia lettera.”
Hans Jean Arp, “Cuocimi un tuono”, da “Luna d’amore” – Traduzione di Luciano Luisi

 

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In evidenza: Giorgione, “Tempesta”, 1506-1508 circa

 


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