Gatti molto speciali

“Gatta grigia, perfetta, regale; gatta grigia con tracce di leopardo e di serpente; con cenni di farfalla e di gufo; leone in miniatura con artigli d’acciaio per uccidere, gatta grigia piena di segreti, di affinità, di misteri. Di proposito, si accucciava e mi seduceva con lo sguardo. Io fissavo quegli occhi a forma di mandorla contornati da un sottile tratto di matita scura, attorno al quale si inarcava un secondo tratto color crema. Sotto ciascuno di essi, una pennellata più scura. Verdi, occhi verdi che nell’ombra si facevano oro scuro, fumoso: una gatta dagli occhi scuri“.
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“Quando si conoscono i gatti, quando si è passata una vita insieme ai gatti, quel che rimane è un fondo di sofferenza, un sentimento del tutto diverso da quello che si deve agli umani: un misto di dolore per la loro incapacità di difendersi, e di senso di colpa a nome di tutti noi“.
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…C’è un’altra storia, che mi raccontava sempre, questa: era disoccupata, perché aveva avuto l’influenza e aveva perso un lavoro di domestica. Stava andando a casa, col borsellino completamente vuoto, e mentre camminava, pregava, Dio mio, aiutami, Dio mio, ti prego, aiutami… Guardò per terra, e vide una moneta da mezza corona sul marciapiede. Disse, Dio mio, ti ringrazio. Entrò nel primo negozio, comperò una pasta al ribes, e la mangiò sui due piedi, tant’era affamata. Poi comperò pane, burro e marmellata, e un po’ di latte. Le restavano sei pence. Sulla via del ritorno, entrò in chiesa, infilò i sei pence in una scatola per le offerte, e disse a Dio, Tu mi hai aiutato, e ora io aiuto Te.
Doris Lessings, da “Gatti molto speciali”, 1967 – Traduzione di Maria Antonietta Saracino
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In evidenza: Ritratto di Doris Lessing, di Michael Harding

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