Sentieri in cammino

Un fulmine colpisce un albero, raramente entra nel cuore della foresta, forse perché ha timore di essere respinto; così sceglie l’albero isolato. Una metafora perfetta della vita.
Una malalingua, un atto di vigliaccheria, il bullismo, non colpiscono quasi mai il cuore del gruppo, per lo stesso timore di respingimento, si fanno forza quindi dell’individuo isolato. E sbranano.
Le migliaia di vittime, che si suicidano per il bullismo, urlano contro un muro di gomma, che si chiama società. È la società stessa che crea il carnefice e la vittima. E qualsiasi equazione di ribellione rimbalza contro le sue pareti.
La violenza specifica di questi atti vili non viene mai detta o svelata; e si chiama: assoluta indifferenza. Così come la pioggia di burrasca forma e potenzia il fulmine, così l’indifferenza forma e potenzia il carnefice.
Il suicidio della vittima predestinata è quindi solo l’atto finale di questa aberrazione. Prima, coscientemente, viene bruciata come il fulmine fa con l’albero isolato e solo dopo la spinge al gesto finale.
E questo fuoco può anche durare anni. Ecco perché il bullismo, le malelingue, non sono un gesto di menzogna scherzoso o idiota ma un crimine contro l’umanità. Quell’umanità fragile che dovrebbe essere difesa con ogni mezzo necessario e che invece viene abbandonata a sé stessa.
E la società si nutre voracemente della fragilità, come il fulmine sull’albero isolato.“
Olmo Losca, da “Sentieri in cammino”, 2020
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Immagine in evidenza: Mateci-Antonio Lucio Rudy Lacquaniti, “L’indifferenza”, 2018

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