Affabulazioni

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2024.07.14

Il bambino dell’albero

Te lo ricordi. No, l’hai sognato. Nel sogno si soffocava e si affondava e c’era un senso di vuoto. Ti sei svegliato dal tuo incubo ed era già successo. Era tutto sparito. Tutto e tutti-padri, madri, fratelli, sorelle, i cugini, i tavoli e le sedie, i giocattoli e i letti – tutto spazzato via. Non […]

2024.07.10

Breve storia della lettura in Italia

Il bambino sbuffò: – Ma quanto dobbiamo aspettare ancora? Il padre, anche lui abbastanza spazientito, si strinse nelle spalle: – Un quarto d’ora al massimo, spero. Per un po’ rimasero in silenzio a guardare il viavai delle persone che entravano e uscivano dai negozi. Il bambino a un certo punto tirò per la giacca suo […]

2024.07.10

Ieri

«Oggi ricomincio la corsa idiota. Mi alzo alle cinque di mattina, mi lavo, mi faccio la barba, mi preparo un caffè, e vado, corro fino alla piazza Principale, salgo sul bus, chiudo gli occhi, e tutto l’orrore della mia vita presente mi salta al collo». Tobias Horvath è un emigrato, ogni suo giorno scorre nella […]

2024.07.10

Shiroi hana (Il fiore bianco)

I matrimoni tra consanguinei s’erano succeduti generazione dopo generazione. La sua famiglia era andata man mano estinguendosi per la tubercolosi. Anche lei ha spalle troppo strette. Un uomo che le abbracciasse avrebbe un moto di stupore. Una donna premurosa le aveva detto: «Stai attenta a chi sposi. Non deve essere una persona robusta. Che sia […]

2024.07.07

Su, in strada

Christian Raimo me lo passa al telefono: «Se vuoi parlargli è qui, è un po’ ciucco». Janek ha una bella voce squillante, anche se un po’ strascicata. «Sì, mi sto curando dall’alcolismo, ma senza alcol non riesco a vivere. Non lo so perché. Non lo so. Voglio smettere ma un po’ di vino o birra […]

2024.07.07

Qua e qua…

A due anni, una mia figlia un giorno mi chiese un foglio di carta e una biro. Avutili, si stese per terra e si mise a disegnare. Dopo un po’ mi mostrò il foglio sopra il quale erano tracciate delle linee spezzate che tra loro s’incrociavano. “Cos’è?” – domandai. “Cavallo”. “E dove sono gli occhi?”. […]

2024.06.25

Il mio mestiere

“L’ironia e la malvagità mi parevano armi molto importanti nelle mie mani; mi pareva che mi servissero a scrivere come un uomo, perché allora desideravo terribilmente di scrivere come un uomo, avevo orrore che si capisse che ero una donna dalle cose che scrivevo. Facevo quasi sempre personaggi uomini, perché fossero il più possibile lontani […]

2024.06.18

La finestra aperta

“Uno scrittore anziano aveva preso l’abitudine di scrivere la parola FINE su un pezzo di carta prima di iniziare i suoi racconti, dopo di che raccoglieva una pila di pagine, particolarmente sottili in inverno quando la luce del giorno era breve, e relativamente spesse in estate quando il suo pensiero diventava di nuovo sciolto e […]

2024.06.18

L’albero dei problemi

Il falegname che avevo assunto per aiutarmi a riparare una vecchia fattoria aveva appena terminato il suo primo giorno di lavoro. La macchinetta elettrica si era danneggiata, facendogli perdere un’ora di lavoro, e il suo vecchio furgone si rifiutava di partire. Mentre lo portavo a casa sua, rimase in silenzio. Quando arrivammo, mi invitò a […]

2024.06.18

Lettera aperta

“Finalmente avevo preso quel treno. affacciata al finestrino non sapevo ancora quante ossa di morto dure e zuccherose mi sarei dovuta sgranocchiare. Ma ero sul treno: avevo fatto il mio primo atto da adulta. Ed entravo così nel tranello della sicurezza: ero io che lasciavo qualcuno per la prima volta. (…) La mia decisione era […]