Epistolario

Lettere, Messaggi
2026.04.21

La stessa primavera…

Cara Nicoletta, in questi giorni rileggo. Ho di nuovo sulle ginocchia le lettere di Rosa Luxembourg dalla prigione di Berlino. In una di queste, indirizzata a Mathilde Jacob il 7 febbraio 1917, Rosa le racconta del verso della cinciallegra tss vì, tss vì, che lei sa imitare al punto che la cinciallegra si avvicina alle […]

2026.03.27

L’albero del riccio

Lettera II Che farò da grande? Carissima Tania *, e così l’anno nuovo è incominciato. Bisognerebbe fare dei programmi di vita nuova, secondo l’usanza: ma per quanto abbia pensato, un tale programma non sono riuscito ancora a combinarlo. È stata questa una grande difficoltà sempre nella mia vita, fin dai primi anni di attività raziocinatrice. […]

2026.03.20

La repubblica delle nuvole

Nella repubblica stratificata e sfuggente che domina le cime delle montagne – tra fruste che sgusciano e guizzano via, palazzi fatati e silenziosi, fortezze che durano per quattro secondi nel cielo azzurro, castelli dirupati che balenano con feritoie e torrioni, draghi dalla bocca aperta che avanzano con andatura calmissima verso sfingi piccole e diaboliche, in […]

2026.02.26

Lettere dall’Asia

A Kabul c’è una strada molto lunga. Alla fine di questa strada c’è una bottega. Nella bottega sbarca il lunario un fotografo. Nella vetrina del vecchio fotografo ci sono molte vecchie fotografie. Ogni giorno andavo davanti a quella vetrina. In Afghanistan non c’è la televisione, per cui davanti a quella vetrina guardavo la “macchina del […]

2026.02.01

Etty Hellisum: Lettera da Westerbork

A due sorelle dell’Aia Amsterdam, dicembre 1942 Anche questa volta, come al solito, sono ritornata dalla brughiera con diversi incarichi. Una ex soubrette malata di calcoli biliari desiderava avere la sua tintura per i capelli. C’era una ragazza che non poteva alzarsi perché non aveva scarpe. E altre piccolezze simili – sebbene la faccenda delle […]

2026.02.01

Etty Hillesum: Lettere 1942-1943

I bambini di pochi mesi, le piccole grida penetranti dei bambini, che sono strappati dalle loro culle nel cuore della notte per essere trasportati verso un paese lontano – devo buttar giù ogni cosa come viene, più tardi non ne sarò capace perché crederò che non sia stato vero, già ora è come una visione […]

2026.01.28

Cesare Pavese a E. (1932)

Sono stato male tutto il giorno a non vederti sulla strada di Crevacuore, E., com’è brutta Torino. E il più triste di tutto questo è che ci dimenticheremo, senza esserci quasi nemmeno conosciuti. Non so quel che tu veda in me, ma io indovino in te un miracolo di femminilità e di tenerezza, che, come […]

2026.01.26

Samuel Beckett ad Axel Kaun

Caro Axel Kaun, mi diventa sempre più difficile, per non dire insensato, scrivere nell’inglese «ufficiale». E sempre più la mia lingua mi appare come un velo che bisogna lacerare per giungere alle cose (o al Nulla) che dietro si nascondono. La grammatica e lo stile: sono divenuti caduchi come un costume da bagno dell’epoca Biedermaier […]

2025.12.01

Marina Cvetaeva: frammenti di una lettera a Aleksandr Vasil’evic Bachrach

“Abbiate paura delle mie lettere, e cioè bruciatele o custoditele con cura… Io sono più passionale di Voi nella mia vita epistolare: persona di sentimenti, nell’assenza mi trasformo in creatura di passioni, giacché la mia anima è passionale, e l’Assenza è il paese dell’Anima. Voglio da Voi, ragazzo, il miracolo. Il miracolo della fiducia, della comprensione, della rinuncia.”   Io devo […]

2025.11.22

Lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini

Roma 16 novembre 1975 Da qualche parte, Pier Paolo, mischiata a fogli e giornali e appunti, devo avere la lettera che mi scrivesti un mese fa. Quella lettera crudele, spietata, dove mi picchiavi con la stessa violenza con cui ti hanno ammazzato. Me la sono portata dietro per due o tre settimane, le ho fatto […]