Riflessioni

I nostri haiku di quarantena

17.05.2020

L’haiku giapponese è una sorta di “sintesi poetica“, un “tanka“, ossia una “poesia breve“. Nato come forma di poesia popolare probabilmente nel ‘600, ma forse anche più antico, deve il suo nome al poeta Masaoka Shiki. Costruito su tre versi, l’haiku è una poesia evocativa, di ispirazione, profondamente influenzata dal buddismo zen: sboccia apparentemente come un’illuminazione improvvisa, ma in realtà è frutto di lunghe meditazioni.

‘Ni”
Più no che sì .
Altrimenti avresti scritto ”So”!
(Mimmo)

 

“Essere vivi significa

slacciarsi la cintura

e andare a caccia di guai.”

(Simone)

 

“Io il bianco
Tu il nero
Una foto insieme”
(Paola)

 

“Per fortuna il pianeta procede incurante
sulla sua orbita”
(Simone)

 

“Che poi mi chiedo
Cosa scopre chi
Chi trova cosa”
(Simone)

 

“Notturna falsa
Calma,ansie interrotte
Dal guaiolar di volpi”
(Arianna)

 

“Con carta e penna son sceso
Nell’orto dei miei pensieri,
A coltivar pazienza.”
(Mimmo)

 

“Ma dite che sto mese si

Può scalare da eventuali Futuri arresti domiciliari?”

(Simone)

 

“Mi scopro a pensare ad un Haiku
Non penso più
Mi trovo”
(Simone)

 

“In trepida attesa
Del messaggio di Conte Prevedo chili di troppo”

(Gabriella)

 

“Non ho balconi
Per urlare
La mia incessante fame”
(Sonia)

“Vecchie foto
Chi sei
Il bianco e il nero”
(Paola)

“Punti di vista, sistemi
d’idee
Postulati come imperativo etico:
SAGGEZZA o SOFFERENZA”
(Mimmo)

“Nella desolazione regina,
voci bambine.
Steso tra due balconi,
l’amore.”
(Lorenzo)

 

 

L’angolo Haiku di Mimmo

 

“Didattica a distanza:

prossimità riflessa da uno schermo.

Volevo scrivere un haiku

ma mi son distratto”

 

“Il mio bikini bianco

Sulla sabbia  cocente

Ozio d’estate”

 

“Interno sera

Sono in trepidante attesa;

la mente comanda il cuore.”

 

 

Foto di Sonia Simbolo

Lascia un commento