Linguaggi

Gli haiku, piccoli misteri lunghi una vita

21.07.2020

L’Haiku dovrebbe svelare il mistero, i misteri della vita”

Ban’ya Natsuishi, docente presso l’Università di Meij

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Abutsu-Ni (1209 – 1283) 

“Il mio cuore è nascosto
è come il più profondo burrone
della montagna: forse una lucciola
si è accesa.”
In Kenneth Rexroth e Ikuko Atsumi, “Woman Poets of Japan”, 1977

 

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Hino Sōjō (1901-1956)

 

“Se chiudo gli occhi
Allora mi scaldo
Ad un amore antico.”
“Nel porto
i nomi delle navi
lette dalla luna”
“Nuvole di primavera –
appena le guardo
se ne vanno”
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Opera di Haruyo Morita
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Mukai Kyorai (1651 – 1704)

 

“Uccelli migratori –
anche la casa dove sono nato
è oggi il tetto di una notte”
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Taguchi Yuka, “Camelia con la neve”
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Ito Shintoku (1633-1698)

 

“Pioggia:
attraversa il mio cancello
un mazzo di iris”
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Reiji Hiramatsu

 

 

 

 

 

 

 

 

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Shōichi Santoka Taneda (1882 – 1940)

“è la mia
questa figura di spalle
che se ne va nella pioggia?”

“beh, andiamo
ovunque il vento
decida di soffiare!”

“portata a letto
la luna,
mi addormento”

“qualcosa cade
alle mie spalle – monti
che non vedrò mai più”
“rumore di onde
viene e va: quanto
è lunga una vita?”
“una finestra
se la apro si riempie
di primavera”

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Noriyuki Kobayashi, “On the Way Home”, 2018

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Kiyohara No Fukayabu (X secolo)
“In una valle senza luce,
anche la primavera
è fuori luogo e neppure
v’è l’inquietudine dei fiori
che sbocciano e subito cadono.”
“A lungo dura l’inverno
e fioccano dal cielo
petali di fiori…
Ma al di là delle nuvole
è certo primavera.”
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Ki No Tsurayuki (872 – 945)

“Trovando riparo
tra i monti di primavera,
la notte nel sonno
persino in sogno
ecco, i fiori cadono.”

“I fiori di ciliegio scendono e scendono

ma all’uomo che se ne incanta non possono

diventar neve, né bagnargli la veste”

 

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Yamamoto Tsunetomo ( o Yamamoto Jōchō 1659 – 1719)
“In mezzo a ogni singolo respiro,
dove i pensieri vani non trovano appiglio,
lì è la Via.”

“Da questo mondo fluttuante,

quanto è distante il ciliegio selvatico?”

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Omid Assid
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Tomiyasu Fusei (1885 – 1979)

 

“Minuscolo,
un fazzoletto di giardino.
Malata, vi cade,
immensa,
una foglia.”

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Ogiwara Seisensui (1884-1976)

“Soffioni,
occhi di primavera ridenti
sul litorale sabbioso.”

“Dalla cesta
una ad una le lucciole
diventano stelle”.

Peonia,
petalo a petalo
palpiti, ti apri,
ti ricomponi”

“Anche se spegnessi la lampada
avrei tra le palpebre
lo splendore della luna”

Tanti ali di farfalla
da piegare i fiori.”

“Triangolo di raggi di sole:
Una semplice vita
In cui un ago lungo
Ne segue uno corto.”

“Dalla gabbietta
le lucciole, una ad una,
diventano stelle.”

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Dipinto di Nobuyoshi Watanabe
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Ikkyu Sojun (1394-1481), poeta e maestro zen
“Se si spezza un albero di ciliegio,
dentro non si troveranno fiori.
I fiori sono dentro la primavera.”
“Non ho destinazioni,
come potrei perdermi?”
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Sekimori Katsuo (1937)
“Aranci in fiore
quelle montagne mordono
l’azzurro del mare.”
“E dalla crisalide
solo un filo.
 Vivo con tranquillità.”
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Naitō Jōsō (1662-1704)
“non c’è nulla –
i campi e le montagne
rubati dalla neve.”
“raggiungendo
il fondo della tristezza
– nevischio”
“voce di lupi
riuniti insieme –
crepuscolo di neve”
“fredda più della neve
è sui capelli bianchi
in inverno la luna”
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Fujiyama Nobu, “Volo di gru verso la luna”
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Ikenishi Gonsui (1650-1722)
“Dove finisce
il vento invernale:
il suono del mare” 
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“c’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare”
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Mike Hill
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Masajo Suzuki ((1906-2003) 
Erba secca –
quando penso a lui
ogni cosa è dorata
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“Vengono le oche selvatiche,
per chi resta nel mondo
e per chi lo abbandona.”
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Immagine dal web
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Takahama Kyoshi (1874-1959)
“L’arcobaleno si erge
come se tu fossi qui
in un momento.”
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Ohara Koson, “Il pipistrello e la luna”
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Takarai Kikaku o “Enomoto” Kikaku (1661-1707) 
“un pipistrello
attraversa i verdi salici
–bagliori serali.”
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“possa chi porta
fiori questa notte
avere la luce della luna”
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“tolto il cotone,
troviamo invecchiati
i volti del bambole.”
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“la primavera è arrivata
e i fiori di pesco galleggiano in tutti i ruscelli.
com’è impossibile determinare dove sia l’utopia”
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(Il 3 marzo si svolge in Giappone l’Hinamatsuri, la festa delle bambole, un antico rituale che risale al VII secolo e che è fondato sulla credenza che le bambole, se liberate dalle scatole in cui vengono custodite durante l’anno, possano portare via gli spiriti maligni. Un tempo, infatti, venivano poste su piccole barche e fatte scivolare lungo i fiumi perché arrivassero al mare, portando con loro i problemi, il dolore, il lutto.
Oggi le bambole vengono collocate sui ripiani di uno scaffale, il “mousen”, coperto da un panno rosso e vengono disposte in un ordine digradante: in alto, quelle che rappresentano la coppia imperiale; sul ripiano inferiore quelle che raffigurano le dame di corte; su quello sottostante i due ministri, seguiti, sul gradino inferiore, da due alberi, una arancio ed un ciliegio. Sull’ultimo ripiano, gli aiutanti dell’imperatrice ed i samurai)
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Kobayashi Noriyuk, “Mountain Under a Starlight Sky”, 2018
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Musō Soseki (1275-1351)
“Il cielo è il tetto
della mia capanna:
le montagne sono
la sua siepe, ho per
giardino il mare”
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“Ogni fiocco di neve
cade nel nessundove
del qui-e-ora”
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“In fuga, un figlio
non troverà
se stesso”
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“Non oso svelare il segreto del fiume:
so che nel suo greto
si arrotola il drago blu”
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Hajime Namiki, “Tree Branches and Stars at Night”, 1947
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Enomoto Seifu-Jo (1731 – 1814)
“Dormono tutti:
nulla si frappone
fra me e la luna.”
Enomoto Seifu-Jo,  in Kenneth Rexroth e Ikuko Atsumi, “Woman Poets of Japan”, 1977
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Ryōkan Taigu (1758-1831)
“Il ladro che è andato via
si è dimenticato di rubare soltanto una cosa:
la luna dalla finestra.”
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Yagi Mikajo (1924)
“L’utero del bosco
è nel fiore: le sue
branchie respirano.”
Yagi Mikajo, in Kenneth Rexroth e Ikuko Atsumi, “Woman Poets of Japan”, 1977
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Yoshiro Tachibana
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Chino Masako (1880 – 1946)
“Ho osato rivelarti
il mio amore: ora
mi nascondo nella luna
è notte, è primavera.”
Chino Masako, in Kenneth Rexroth e Ikuko Atsumi, “Woman Poets of Japan”, 1977
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Fukuda Chiyo-Ni (1703 – 1775) 
“Cacciatore di libellule:
fin dove hai
vagato oggi?”
Fukuda Chiyo-Ni, in Kenneth Rexroth e Ikuko Atsumi, “Woman Poets of Japan”, 1977
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Kobayashi Kiyochika, 1884
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Katō Gyōdai (1732-1792)
“spirito dell’inverno:
nella luna luminosa,
una grandinata”
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Winia
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Arakida Moritake (1473-1549)
“sembrava un petalo caduto
tornato sul ramo:
una farfalla”
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Nell’immagine in evidenza: Itō Jakuchū (1716 – 1800),  Foglio dal Jakuchū gafu (Album di Jakuchū)  

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