Fosforescenze

Bonjour tristesse

10.11.2021
“Se a ciascun l’interno affanno
Si leggesse in fronte scritto,
Quanti mai, che invidia fanno,
Ci farebbero pietà!”
Pietro Metastasio (1698-1782), da “Arie”, XXIX

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André Kertész, dalla serie “Distortions”, 1933

 

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“Esito ad apporre il nome, il bel nome grave di tristezza su questo sentimento, del quale la noia, la dolcezza mi ossessionano. È un sentimento così completo, così egoista che io quasi me ne vergogno mentre la tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto, e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su me come una seta, snervante e dolce, e mi separa dagli altri.”

Françoise Sagan, da “Bonjour tristesse”

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“Tristezza è visitare le rovine di casa tua in sogno e fare ritorno senza polvere nelle mani”.

Widad Nabi 

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Trovi la speranza dove c’è il dolore e quella che par gioia lascia la bocca amara.
Forse la vita vera è là, dove il dolore di ognuno è tanto grande
che non basta la vita del mondo a viverlo tutto.”
Mario Giacomelli
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Balthus, “Ragazza alla finestra”,1955
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“E se nessuno ti parla, allora ti tocca pensare. E io non facevo altro, allora. Pensavo tanto che mi faceva male la gola, perché è lì che si fermano le tristezze.”
Stefano Benni, da “La grammatica di Dio”
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“Pensavo a come sia spiacevole
rimanere chiusi fuori.
E poi quanto sia forse peggio
rimanere chiusi dentro.”
Virginia Woolf, da “Una stanza tutta per sé”
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“La vita spesso è dentro un fosso in cui siamo caduti nei primi anni della nostra vita. Passiamo tanto tempo a rinnovare un vecchio dolore perché il dolore è la nostra casa. E accade a volte di stare bene dopo una piccola sventura, come se la sventura avesse sfamato la nostra inquietudine che cercava guasti a cui appoggiarsi.
Si può guarire. Basta portare il fosso bene in vista, accorgersi quando il dolore non viene dal mondo ma da dentro. Per guarire bisogna sfruttare con attenzione ogni gioia e ogni sofferenza,
farle diventare tutte nostre e non figlie del fosso.”
Franco Arminio
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István Sándorfi (pittore ungherese)
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“Il dolore è un luogo di verità, nel dolore sei nudo: puoi usare strumenti per coprirlo, ma è un viaggio necessario. Più hai il coraggio di affrontarlo meno paure hai: io non ne ho più, compresa quella di morire; a volte non ho più neanche quella di soffrire, e non solo perché sono allenata. Del dolore non cerco il senso, ma trovo che in esso, anche nel mio, ci sia una strepitosa quantità di vita.”
Anna Marchesini
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“Tutte le cose nobili hanno un’ombra di malinconia.”

Herman Melville, da “Moby Dick”

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“Esistono dolcezze che fanno profondamente soffrire.
Allora, quando si è troppo dolci, franano gli orizzonti,
franano le pareti, franano persino i concetti.”

Alda Merini

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“Gioverà una mitologia di calme allucinazioni; è all’altro lato della vita: donne, musiche, albe; paziente stupefazione, cautela di diluvi, il dolore è vetro e geometria, la luce alza sarcofagi. Oppure costantemente morire”.

Gesualdo Bufalino

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“Date parole al dolore: il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi.”

William Shakespeare, da “Machbeth”, atto IV, scena III

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“La sofferenza volontaria aiuta ad essere presenti. Abbandonare le emozioni negative è una forma di sofferenza volontaria.”

Robert Burton

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 Louise Williams, “Depressione”

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“La depressione è una signora in nero, quando appare non bisogna scacciarla ma invitarla alla nostra tavola per ascoltare cosa ci dice.”

Carl Gustav Jung

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“È incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche.
Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”

Oriana Fallaci, da “Insciallah”

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“Un tempo le scoperte mi riempivano di gioia. Adesso la gioia non mi prendeva più. Non mi toccava più. La gioia si prova quando di colpo, in un modo quasi soprannaturale, ci si accorge che c’è il mondo, che si è nel mondo, che si esiste, che io esisto. Adesso tutto sembrava provare l’inesistenza delle cose e la mia propria inesistenza. Avevo paura di sparire. Se ascoltavo o guardavo con attenzione nella camera o dalla finestra, mi sembrava che piccoli, impercettibili, ma frequenti sismi avessero reso il mondo molto fragile. Tutto si sfaldava, minacciava di sprofondare in un nulla qualsiasi. Nell’universo la realtà aveva sempre minor consistenza. C’era qualcosa dietro la scena? Qualcosa, un’altra scena, o il nulla in assoluto? Mi sentivo vacillare in un mondo che vacillava.”

Eugene Ionesco, da “Le solitaire”

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“Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciamo dietro è una parte di noi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un’altra”.

Anatole France

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Fredo Orlando Motiño Funez

 

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“La cattiveria nasce da sentimenti negativi come la solitudine, la tristezza e la rabbia. Viene da un vuoto dentro di te che sembra scavato con il coltello, un vuoto in cui rimani abbandonato quando qualcosa di molto importante ti viene strappato via.”

Murakami Ryū, da “Tokyo Soup”

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“Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n’è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente. Lo capisci questo?”

Dal film “Il Miglio Verde”, di Frank Darabont, 1999

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“E venne un momento in cui il rischio
di rimanere chiusi in un bocciolo
era più doloroso del rischio di sbocciare.”
Anaïs Nin
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   Nils von Dardel, ” All’esposizione d’arte”
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“Rimani gentile… Non lasciare che il mondo ti renda insensibile. Non lasciare che la sofferenza ti lasci odiare. Non lasciare che l’amarezza rubi la tua dolcezza.”
Kurt Vonnegut 
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“Tutte le cose nobili hanno un’ombra di malinconia.”
Herman Melville, da “Moby Dick”, 1851
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“Cose di cielo buttate negli angoli
non mi consolano più,
perché non si è felici col non essere disgraziati,
non si torna alla domenica dal martedì.”
Julio Cortazar da “Tempo in cammino”, in “Le ragioni della collera”
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“Nascondila dietro ai sorrisi, l’amarezza, dietro a occhi che luccicano.
Nascondila e cercati negli occhi altrui.”
Salwa Al-Neimi (autrice siriana), da “Il libro dei segreti”, 2010
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“Quando sei triste, chiudi gli occhi e vola via”
Dacia Maraini
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“La mia pena è durare oltre quest’attimo.”
Mario Luzi, dalla poesia “Aprile-amore”, in “Primizie del deserto”
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Foto di Sonia Simbolo
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“Io dico che murare viva la propria sofferenza è rischiare di lasciarsi divorare da lei, dall’interno, e attraverso vie oscure e insensate. Che la forza di ciò che non si esprime è implosiva, devastante, autodistruttrice. Che esprimere, è cominciare a liberarsi.”
Frida Kahlo
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“Quando sono triste indosso la pioggia, perchè possa farmi compagnia; per un istante anche il cielo è parte di me.”
Stephen Littleword
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“Due modi ci sono per non soffrire.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Italo Calvino, da “Le città invisibili”, 1972
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Edvard Munch, “Malinconia”, Serie composta da 5 tele (1891-1896) e due xilografie (1897-1902)

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“Il vero inferno è una cosa senza rumore. Esso non delira o infuria, non è una bestia feroce, ma un che, un qualcuno di sordido e molle che s’insinua in noi, quando con noi non nasca, e a poco a poco riempie tutte le nostre cavità, fino a soffocarci. Esso è fatto di giorni inerti… d’infedeltà a noi stessi, di continui cedimenti.”
Tommaso Landolfi, da “La biere du pecheur”, 1953
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“Date parole al dolore: il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi.”
William Shakespeare, da “Macbeth”, Atto IV scena III
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“Se si domanda a un malinconico quale ragione egli abbia per esser così, cosa gli pesa, risponderà che non lo sa, che non lo può spiegare. In questo consiste lo sconfinato orizzonte della malinconia.”
Søren Kierkegaard, da “Aut-aut”, 1843
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“Non sprecare lacrime fresche per vecchi dolori.”

Euripide

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“Solamente un essere predestinato ha la facoltà di domandare ad un altro: «Qual è dunque il tuo tormento?». E non gli è data nascendo. Deve passare per anni di notte oscura in cui vaga nella sventura, nella lontananza da tutto quello che ama e con la consapevolezza della propria maledizione. Ma alla fine riceve la facoltà di rivolgere una simile domanda, nel medesimo istante ottiene la pietra di vita e guarisce la sofferenza altrui.”

Simone Weil, da “Corrispondenza – Progetto di una formazione di infermiere di prima linea”, 1994

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“Se la sofferenza vi ha resi cattivi, l’avete sprecata.”
Attribuita a Ida Bauer (paziente di Freud)

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Foto di Darek Szpak

 

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“Non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e l’allegria non può entrare”.

Luis Sepulveda

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“È in quei mattini
di inspiegata tristezza
che qualcosa accade.
Forse un arrendersi.”
Cardiopoetica
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“Se sei triste quando sei solo, probabilmente sei in cattiva compagnia.”
Jean Paul Sartre
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Marc Chagall, “L’uomo con la testa rovesciata”, 1919
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“Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri?”
Honoré de Balzac, da “La pelle di zigrino”, 1831
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“I lamentosi, che fanno un elenco dettagliato e minuzioso delle proprie disgrazie, dimenticano sempre in qualche luogo le gioie accadute.”
Fabrizio Caramagna
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“Lascia che il tuo affanno scivoli nell’incavo della mia mano.”
Fabrizio Caramagna
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“Non so se sono infelice perché non sono libera o se non sono libera perché sono infelice.”
Dal film “Fino all’ultimo respiro”, di Jean-Luc Godard (1960)
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  Michelangelo Buonarroti, “Pietà vaticana”, 1498-1499
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“Le più belle opere dell’uomo sono ostinatamente piene di dolore.“
André Gide, da “L’immoralista”, 1902
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“Ci sono due tipi di dolore a questo mondo: il dolore che fa male e il dolore che ti cambia”.
Da “The Equalizer 2 – Senza perdono”, 2018
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“Siamo fatti per vivere.
I lutti ci gettano nel vuoto, ma in quella disperazione c’è la luce del passato.”
Massimo Recalcati, da “La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia”, 2022
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«Non c’è un’agonia più grande che portare dentro di sé una storia non raccontata»

Maya Angelou, da “Io so perché canta l’uccello in gabbia”, 1969

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“Il ricordo del piacere non è più piacere.
Il ricordo del dolore è ancora dolore.”
George Gordon Noel Byron, da “Il sogno”, 1816
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“La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime.”
Murakami Haruki, da “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”, 1985

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“La lacrima più triste è quella che non ha trovato un volto da solcare.”
Mario De Maglie (psicologo), da “Il fatto Quotidiano”, 1 luglio 2015

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“Non mi sono mai conosciuta
se non nel dolore bambino
di avvertirmi a un tratto
così divisa. Così tanto
parziale.”
Giovanna Cristina Vivinetto, da “Dolore minimo”, 2018

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“Un tempo ognuno ruminava le sue tristezze, ora le grida.”
Francesco Biamonti, da “Le parole e la notte”, 1998

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Leonardo da Vinci, “La Battaglia di Anghiari”, 1503-1504 (dettaglio)

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“Se la gente è così cattiva, forse è solo perché soffre, ma è lungo il tempo che separa il momento in cui smettono di soffrire da quello in cui diventano un po’ migliori.”
Louis Ferdinand Céline, da “Viaggio al termine della notte”, 1932
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«Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione. L’anima è piena di stelle cadenti.»
Victor Hugo, da “L’uomo che ride”, 1869
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“Credo che la malinconia sia, in fin dei conti, un fatto musicale: una dissonanza, un ritmo distratto. Mentre fuori tutto accade in una cadenza vertiginosa, da cascata, dentro c’è come una lentezza esausta, da goccia che scende, di tanto in tanto…”
Alejandra Pizarnik
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“Ma per favore con leggerezza
raccontami ogni cosa
anche la tua tristezza.”
Patrizia Cavalli
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Edith Stütz, artista austriaca
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“Malinconie invecchiano con me.
E stanche mi aiutano
A disseppellire una luce.”
Davide Cortese
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“Ho sempre amato le cose tristi. La musica girovaga, i canti d’amore cantati dai vecchi delle osterie, le preghiere delle suore, i mendicanti pittorescamente stracciati e malati, i convalescenti, gli alunni malinconici pieni di addii, le primavere nei collegi quasi timorose, le campagne magnetiche, le chiese dove piangono indifferentemente i ceri, le rose che si sfogliano sugli altarini nei canti delle vie deserte in cui cresce l’erba: tutte le cose tristi della religione, le cose tristi dell’amore, le cose tristi del lavoro, le cose tristi delle miserie.”
Corrado Govoni, dalle Lettera all’amico Gian Piero Lucini, 1904
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“Dove siamo sopraffatti, dove cediamo, lì si trova la divinità.”
Carl Gustav Jung, da “Lo Zarathustra di Nietzsche”
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“La depressione è silenziosa
non la si sente mai arrivare
e tutt’a un tratto è
la voce più alta che si ha in testa”
Rupi Kaur, da “Home body. Il mio corpo è la mia casa”, 2022

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Disegno di Sabgeid

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“Adesso che ho tolto
Il dolore dall’ombra
il muro non soffre
quando passo.”
Elena Mearini
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“Strinse tra le braccia la disperazione.
A quella disperazione accarezzò i capelli.
Regalò voce.
Raccontò favole.”
Isabella Santacroce, da “Lovers”, 2001
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Foto di Abdulkadir Karatas, Istanbul, 2024
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“Chi è insicuro tende a cercare febbrilmente un bersaglio su cui scaricare l’ansia accumulata e a ristabilire la perduta fiducia in se stesso cercando di placare quel senso di impotenza che è offensivo, spaventoso e umiliante.”
Zygmunt Bauman, da “Paura liquida”, 2006
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“Se la sofferenza vi ha reso meschini, l’ avete sprecata.”
Ida Bauer (meglio nota con lo pseudonimo di Dora che le fu attribuito da Sigmund Freud)
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Foto in evidenza: Fratelli Alinari, “Giovane venditrice di terraglie addormentata in una strada di Napoli”, 1890

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