Pensieri

Amore e morte: Rabia Balkhi

14.11.2021
“La ragnatela d’amore mi ha presa con l’inganno
E ogni tentativo di liberarmi è un vano affanno.
Cavalcando il nobile destriero non sapevo
Che più tiri le redini e meno provi sollievo.
L’amore è un oceano talmente sconfinato
Che nessuno vi nuota senza esserne ingoiato.
La fedeltà di un amante dovrebbe essere infinita,
Ma bisogna affrontare il corso avverso della vita.
Immaginarla armoniosa quando diventa
crudele,
Nutrirsi di veleno, e assaporarlo come il miele.”

Rabia Balkhi 

Rabia era una principessa afghana, figlia di un emiro, vissuta nel X secolo durante l’Impero Samanide. Rabia fu soprattutto una grande poetessa e scrisse i suoi versi sia in lingua persiana che in arabo. Quando si innamorò dello schiavo turco dei suoi fratelli, uno di loro,
Baktash, gettò lo schiavo in un pozzo e chiuse la sorella nell’hammam dopo averla sfigurata a colpi di rasoio, lasciandola poi morire dissanguata.
Su una parete dell’hammam, Rabia scrisse con il suo sangue le sue ultime poesie d’amore.
Fonte: Lemar Aftaab, 2000
*****
Immagine: Rabia Balkhi nell’hammam, con le poesie scritte con il suo sangue.

Lascia un commento