Linguaggi

Si baci chi può!

19.11.2021
“Che la vita ci perdoni
per tutti i baci che non abbiamo dato.”
Lázaro Huerta
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Non ti chiedo di darmi un bacio

“Non ti chiedo di darmi un bacio.
Non chiedermi scusa
quando penso che tu abbia sbagliato.
Non ti chiederò nemmeno di abbracciarmi quando ne ho più bisogno,
non ti chiedo di dirmi quanto sono bella,
anche se è una bugia,
né di scrivermi niente di bello.
Non ti chiederò nemmeno di chiamarmi
per dirmi com’è andata la giornata,
né di dirmi che ti manco.
Non ti chiederò di ringraziarmi
per tutto quello che faccio per te,
né che ti preoccupi per me
quando i miei animi sono a terra,
e ovviamente, non ti chiederò
di appoggiarmi nelle mie decisioni.
Non ti chiederò nemmeno di ascoltarmi quando ho mille storie da raccontarti.
Non ti chiederò di fare niente, nemmeno di stare al mio fianco per sempre.
Perché se devo chiedertelo, non lo voglio più.”

Frida Kahlo

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Tamara de Lempicka, “Il bacio”, 1922

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Lo stesso odore di tempo spettinato

“Lo stesso odore di tempo spettinato.
Le stessa strade, gli stessi semafori,
la farmacia di fronte, il Caffè dei poeti
solitario come l’aula che oggi mi ha parlato
di te in letteratura. Ed è identico
l’ineffabile tocco della notte sulle spalle
nude al calore del mistero o del verso,
e il modo in cui accorrono i portici ai miei occhi,
la memoria di strade con coppiette lentissime,
mesi, date, banchine, mattinate, che sfiorano
le zagare di quelle notti
che mi sanno ancora tutta loro.
Lo stesso odore di tempo spettinato.
Va affiorando una schiera dorata di lampioni
che fa tremare una briciola
di buio sulle tue labbra. E una bambina
si scioglie in palpiti di là dei tuoi occhi
mentre tu ti intrattieni
a slacciare
la paura.
Quanto silenzio
che si accumula
nel breve spazio da una bocca a un’altra
fino a fondare il bacio. Quanti anni
per scoprire alla fine quanto lontano, sì, quanto lontani
si ritrovano sempre due corpi che si amano.
Tutto quello che mai siamo riusciti a dirci
in quella città d’autunno,
mi parla
col tuo accento di cose per sempre perdute.
E da qualche luogo
forse del disamore, o dell’oblio
di quello che mi ha reso felice, forse, un tempo,
– le tue mani, la tua pelle – mi giunge adesso
un odore di zagare che mi avvolge e che bacia
dolcemente i miei occhi, le mie labbra, un momento,
mentre chiudo il balcone.”

Inmaculada Mengibar, da “I giorni feriali”

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         Banksy, “Kissing coppers” 

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Io ti vorrei bastare

 

“Io te vurria vasà – sospira la canzone,
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare
come la gola al canto e come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare.

Io te vurria vasà – insiste la canzone,
ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare,
più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
più di benda su ferita,
più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare.

Io ti vorrei bastare.”

Erri De Luca, “Io ti vorrei bastare”

 

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   Sorelle Giussani, “Eva Kant e Diabolik”

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Come ti si dovrebbe baciare
“Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso”
Erich Fried, “Come ti si dovrebbe baciare”
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I baci più famosi della storia del cinema secondo “Elle”
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In questi giorni neri senza baci

“In questi giorni neri senza baci
abbiamo la prova che
Dio ha inventato l’amore
per tenerci vivi.
Noi la chiamiamo anima
ma è carne abbracciata,
carne cullata,
carne accarezzata.
Il sesso e il sacro vanno assieme,
il sesso è sacro,
questo ora sappiamo.
Spesso il potere se lo prende
chi non ama,
chi ha paura del desiderio
e del coraggio.
Ora lottiamo per non ammalarci,
ma poi fateci il piacere di sparire
voi che non capite
quanto sia importante baciarsi,
voi che non vedete il filo
che lega l’orgasmo e la luna piena,
la frutta sugli alberi e la lingua
sui seni, il mare e una mano
sulla schiena.”

Franco Arminio

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   Man Ray, “The Kiss”, 1922
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Giorno di acquisti
“Da Panama ti porto questo bacio
L’ho comprato in un negozio di cianfrusaglie
a metà prezzo
Lo stavamo provando
la venditrice e io
leggermente arrossiti
È avvolto in carta argentata
che la pioviggine ha rigato con le sue ciglia
Il nastro è rosa come le tue labbra
nella mattina dolce
L’ho pagato in contanti
Non finanziano ancora i baci
Impossibile una proroga di qualche mese
per pagare baci o cocci
Però ha un anno di garanzia
e istruzioni dettagliate
che tu e io non studieremo
perché getteremo nel bidone il manuale.
Dunque
devi averne cura
Quando il suo proprietario te lo dà
perché te lo deve dare solo il suo proprietario
si leverà volando verso Panama
o verso la brezza
come una quaglia di fumo
che torni cantando alla sua cenere
e dimentichi per sempre i suoi padroni.”

Enriquillo Sánchez (poeta dominicano), “Giorno di acquisti”, da “Articulos de primera necesidad” (1985)

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Canto d’amore
“Il vento ha sentimento sufficiente
per illuminare i fiori
piccole torce di luce.
Questa notte la festa illumina le strade
dolce è il balsamo, dolce hashish
nel vento – ne divento ebbro.
Come baci i fiori riempiono il tempo
con petali e semi – tutto è in eccesso
tutto è nel delirio
ma a me manca il solo bacio che desidero.”
Misakh Metzarents (1886-1908), poeta armeno
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Ron Hicks, “Café Kiss and Tell Me More, Ron Hicks”, 1965

 

 

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