Linguaggi

Estate, quando le lucciole diventano stelle

24.11.2021
“A me è maggio che mi rovina
e anche settembre, queste due sentinelle
dell’estate: promessa e nostalgia.”
Patrizia Cavalli, da “Vita meravigliosa”, 2020

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D’agosto

“Avido lutto ronzante nei vivi,
Monotono altomare,
Ma senza solitudine,
Repressi squilli da prostrate messi,
Estate,
Sino ad orbite ombrate spolpi selci,
Risvegli ceneri nei colossei…
Quale Erebo t’urlò?”
Giuseppe Ungaretti, “D’agosto” (1925), in “La fine di Crono”, da “Sentimento del tempo”, 1933 

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L’estate fatica a morire
“L’estate fatica a morire
e anch’io. E tu,
luce che ti nascondi
in tutti gli angoli di casa,
braccata dalla paura del buio,
a che ti serve cercarmi?
Ti rivesti di me…”
Roberto Pazzi, da “La gravità dei corpi”, 1998

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Niphisi

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Consigli per l’estate

“Svegliarsi presto. Siamo nell’universo,
non semplicemente nel luogo dove stiamo.
Ringraziare a oltranza, ringraziare
tutti, ringraziare sempre.
Più che andare in vacanza, diventare noi stessi un posto di vacanza.
Costruire nella nostra testa
un impianto in cui gli errori
diventano la ricetta per i nostri miracoli.
Allungare gli attimi con dolcezza.
Pensare a una persona e accarezzarla, fare questo gesto
molte volte al giorno.
Ammirare quello che siamo diventati.
Capire che gli altri esistono
anche per non capirci,
saremmo senz’aria se tutti ci capissero.
Capire che lamentarsi non serve
a niente.
Capire che ogni dono
è un progresso scientifico,
ci avvicina al bene immenso
e misterioso che fa esistere
una sedia e una stella.”

Franco Arminio, “Consigli per l’estate”, da “Resteranno i canti”, 2018

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Anders Zorn, “Svago estivo”, 1886,

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Agosto

“Contro tramonti
di pesca e zucchero,
e il sole dentro la sera
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia conserva intatta
la sua risata gialla e dura.
Agosto.
I bambini mangiano
pane nero e luna piena.”

Federico Garcia Lorca, “Agosto”, da “Canciones”, (1921-1924) 

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Félix Vallotton, “Il bagno in una sera d’estate”, 1892, 

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Seguo questo corso di sabbia

“Seguo questo corso di sabbia
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d’estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio
Caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare
quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude.

Samuel Beckett, da “Poesie”, 1964

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Jean Frédéric Bazille, “Scena d’estate”, 1869,

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Giorno d’estate

 

“Chi ha fatto il mondo?
Chi ha fatto il cigno e l’orso bruno?
Chi ha fatto la cavalletta?
Questa cavalletta, intendo, quella che è saltata fuori dall’erba,
che sta mangiandomi lo zucchero in mano,
che muove le mandibole avanti e indietro invece che in su e in giù
e si guarda attorno con i suoi occhi enormi e complicati.
Ora solleva le zampine chiare e si pulisce il muso, con cura.
Ora apre le ali di scatto e vola via.
Non so esattamente che cosa sia una preghiera;
so prestare attenzione, so cadere nell’erba,
inginocchiarmi nell’erba,
so starmene beatamente in ozio, so andare a zonzo nei prati,
è quel che oggi ho fatto tutto il giorno.
Dimmi, che altro avrei dovuto fare?
Non è vero che tutto muore prima o poi, fin troppo presto?
Dimmi, che cosa pensi di fare
della tua unica vita, selvaggia e preziosa?”

 

Mary Oliver, “Giorno d’estate”, da “New and Selected Poems Volume One”, 1992 – Traduzione di Silvia Pio

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Pieter Bruegel il Vecchio, “I mietitori”, 1565, 

 

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Ode all’estate

 

“Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde,
labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra
la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio, entra
nell’officina deserta;
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell’estate.”

 

Pablo Neruda, “Ode all’estate”, da “Poesie di una vita”, 2008

 

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Estate

 

“La terra è secca, ha sete
e si spacca.
Sui labbri dei crepacci
le lucertole arroventate
corrono in fiamme.
Le stelle cadono accese
Per bruciare il mondo,
ma nessuno tende le mani per abbracciarle
e si smorzano, tuffandosi nel buio.
La carne cerca nelle carni
le sorgenti
e trova gli occhi
che si schiudono come fiori.
E la sonagliera dei grilli,
la notte,
ci porta incontro al sole
che ci trafiggerà
con le sue mille frecce.
Aspetto che finisca
e nell’attesa
mi sento abbacinato
come un foglio bianco
su cui picchi il sole.
La terra è secca, ha sete
e la notte è nera e perversa.
Cristo, dalle da bere,
ché vuol peccare
e farsi perdonare.”

Scipione (Gino Bonichi), “Estate”, da “Carte segrete”, 1942

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Joaquín Sorolla, “Estate”, 1904, 

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Solstizio d’estate
“Qui mi fermo, dove inizia l’estate:
già domani la luce sarà breve
la notte riprenderà ad espandersi
meno remote saranno le stelle.
Come un fuggiasco riparo tra i boschi –
non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.”
Roberto Maggiani, da “Insistenze”, estate 2008 – primavera 2009 
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Estate
“Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.”
Salvatore Quasimodo, da “Acque e terre”, 1930
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John William Waterhouse, “Dolce estate”, 1912
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Giornata calda
“Nel fiume si abbracciano
a rovescio le immagini
degli innamorati.
Il mezzogiorno ha ascelle
di umidi petali di gladiolo.
Si sente dire: una giornata calda
Oppure: il vento rincorre
il profumo di lavanda
come fa un uomo con una donna.
Qualcuno mette la mano sinistra
davanti agli occhi come visiera.
Il mezzogiorno approva
l’equilibrio del mondo.
Di notte si sbottonano,
da sole, le camicette delle ragazze.”
Karl Krolow (Germania), “Giornata calda”, da “Poesie raccolte”, 1997
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Mary Cassatt, “Tempo d’estate”, 1894, 
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Estate ‘95
“Potrei chiedere alla sibilla
di una sera tenera e infantile
quando dolce bolle l’acqua
del pozzo ma la sibilla
sono io, allora dico tutto,
delle sevizie e degli abbandoni
di lettere felici e infami
interi repertori di silenzi e i biglie
quando i parenti erano l’autorità
e amavo ogni forestiero.
La maga dice: la legge incombe
la legge vuole, domani ti darà
la sua acqua. Cammino
in diagonale, ho mire e tuffi
– dammi la forza, dammi il bene –
Il mare è tempesta pura,
i mendicanti sono fermi
sulla spiaggia di Sperlonga
tappeti e spalle curvi, ogni
cellula è lontana da quella
madre che tortura, ogni famiglia
è ferma in quella legge speciale
della fortuna, della scintilla
del lungomare, della cellula
che si ripete.”
Giovanna Sicari, “Estate ‘95”, da “Epoca immobile”, 2003
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I primi di luglio
“Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l’idraulico è in ferie.”
Eugenio Montale, “I primi di luglio”, in “Diario del ’71 e del ’72” 
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Joaquin Sorolla, “Dopo il bagno”, 1908
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Estate
“Sii di questa colorata luminosità
la cui incurante febbre
getta oro prima di andarsene
definitivamente nei vuoti
che non hanno misura.
Il sonno degli uccelli, il tramonto della luna,
isola dopo isola,
sii del loro silenzio
su questa marea che bilancia
un tempo, per un tempo.
Le isole non sono per sempre,
né sarà un’altra volta questa luce,
la serie delle maree, la breve estate,
sii del loro segreto
che non spaventa nessun altro.”
William Stanley Merwin Usa), da “L’essenziale”, 2022 – Traduzione di  Chandra Livia Candiani
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Don Hong-Oai (fotografo cinese)
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Estate della campagna
“Una estate che non assomiglia all’estate,
un vento secco che snerva gli uomini.
L’erba nuova piange al calore del sole,
le foglie sono di un secco colore giallo.
Nei solchi non ci sono teneri germogli,
il grano alto un piede è già tutto morto,
al tempio c’è folla che implora pioggia,
ma il dio invocato non si commuove.
Quest’anno non c’è speranza di raccolto,
il prezzo del grano sale come marea,
al futuro penoso è meglio non guardare,
l’esattore è già venuto tante volte …
Una estate che non assomiglia all’estate,
nessuno zappa, nessuno semina;
per la strada si avvia una folla affamata:
per vivere abbandonano la loro terra.”
Wang Ya-Ping (poetessa, scrittrice e fotografa cinese), “Estate della campagna”, da “Poesia cinese moderna” – Traduzione di Renata Pisu
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Estate
“Quest’estate
è entrata come il disegno di bambinetto,
che per la prima volta mette in scena
paesaggi e stagioni
e non sa
che posizione, che distanza,
soprattutto che risalto dare
ai colori e alle cose.
E per immaginifica ignoranza
ha messo tutto quanto in primo piano,
in una confusione epica,
in un’improvvisa abbondanza, come se
un paesaggio vagabondo
fosse venuto ridendo a vuotarsi senz’ordine alcuno
dentro un altro paesaggio.
Lune sonnambule sul margine dei sogni,
lentischi malati del loro stesso odore,
piante di granoturco impettite e turgide
quasi ignare o quasi eroiche,
uliveti in preghiera
per tutta la lunghezza e la paura dello sguardo
– Dio mio, libera nos da lui –
candide chiesette volanti,
con dietro crepuscoli lenti
come sacerdoti stanchi di suonare vespri,
mare adulatore
attorno all’ostinata asimmetria delle montagne
e mezzogiorni ritti
che si mettono sull’attenti davanti al sole.
E in alto
nuvole di calore innamorato.
Quest’estate
non se l’aspettava nessuno;
è arrivata come qualcuno che credevamo morto.
E ha portato anche un imbarazzo,
una tensione dimenticata
e un’insonnia
per cose che pensavamo anch’esse
morte.
(Faceva così caldo negli occhi,
c’erano certi bar svaporati,
certi canti infiammabili notturni,
certe mani ubriache che ballavano
e dicevano una cosa per un’altra ad altre mani.
In alto
scrivevano notti poetesse).
Quest’estate,
come un disegno di bambinetto,
completato da qualcuno
con cose che credeva morte
come poesia poggiata su poesia.
Adesso
quest’estate
sangue rappreso sopra i giorni.
L’abbiamo trovata morta
in qualche monologo carico di munizioni.”
Kiki Dimoulà (pseudonimo di Vassichilì Radu, poetessa greca), “Estate”, da “Il poco del mondo”, 1971 – Traduzione di Filippomaria Pontani
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Nell’immagine in evidenza: Tamara de Lempicka, “Nel mezzo dell’estate”, 1928

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