Pensieri

Quella cosa chiamata “Uomo”

24.11.2021
“Uno dei punti deboli che l’esperienza scopre nelle teorie anarchiche è l’appoggiarsi che esse fanno sul progresso già compiuto da quella cosa che si chiama «Uomo». Questa cosa non esiste nel mondo. Esiste una moltitudine di uomini: alcuni sono gran furfanti, alcuni sono grandi uomini di Stato, alcuni sono l’uno e l’altro; c’è poi una grande maggioranza capace di sbrigare i propri affari personali, ma non di comprendere col pensiero l’organizzazione sociale, o di affrontare i problemi che nascono dalla convivenza dei loro simili in enormi agglomerazioni. Se per «Uomo» s’intende il tipo di questa maggioranza, l’«Uomo» allora non ha fatto nessun progresso; anzi non ha fatto che resistere al progresso. A lasciarlo fare, non pagherebbe nemmeno le spese per mantenere le istituzioni esistenti; bisogna rubargli per queste il suo denaro sotto forma di “imposte indirette”. Questa gente, come i giganti di Wagner, ha bisogno di essere governata con le leggi; di essere indotta ad accettare il governo che gliele impone riempiendola di pregiudizi e impressionandole l’immaginazione con la parata, con la superiorità e la dignità convenzionali.”

George Bernard Shaw, da “Il wagneriano perfetto”

Foto di Sonia Simbolo

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