Pensieri

Essere una giovane donna…

26.11.2021
“Essere una giovane donna significa affrontare il proprio annichilimento in innumerevoli modi, cercare di sfuggirgli o di sfuggire alla consapevolezza di esso, o alle due cose insieme. “La morte di una bella donna è indiscutibilmente l’argomento più poetico che ci sia”, ha scritto Edgar Allan Poe, che evidentemente non ha abbracciato il punto di vista delle donne che preferiscono vivere. Io cercavo di non diventare l’argomento poetico di nessuno e di non essere ammazzata; cercavo la mia poetica, senza mappe, senza guide, senza punti di riferimento. Sicuramente ce n’erano, ma non li avevo ancora identificati.
Molte, forse la maggior parte delle giovani donne, devono combattere per trovare una poetica che celebri la loro sopravvivenza e non la loro sconfitta, per trovare forse anche una voce per farlo, o almeno un modo per sopravvivere in un sistema di valori che prova piacere nella loro sconfitta o nel loro fallimento. In quegli anni di gioventù io l’ho fatto, non particolarmente bene o con lucidità, ma sicuramente con le unghie e con i denti.
Non mi era sempre ben chiaro a cosa stessi facendo resistenza o perché, e quindi la sfida era confusa, incoerente, incostante. Quegli anni, trascorsi a non soccombere o a soccombere come qualcuno che sta per affondare in una palude o si agita per uscirne, tante, tantissime volte, mi tornano alla mente quando vedo giovani donne attorno a me combattere la stessa battaglia, lottando non solo per sopravvivere fisicamente, ma, cosa non meno difficile, per sopravvivere come persone in possesso di diritti come quello alla partecipazione, alla dignità o di espressione. Più che sopravvivere, quindi: vivere.
Per dirlo con la regista, attrice e scrittrice Brit Marling: “Tra le ragioni per cui rimani seduta su quella sedia in quella stanza a sopportare le molestie o gli abusi di un uomo di potere c’è il fatto che, in quanto donna, di rado ti è capitato di imbatterti in un destino diverso. Nei romanzi che leggi, nei film che vedi, nelle storie che ti raccontano da quando sei nata la donna fa spessissimo una brutta fine.”

Rebecca Solnit (californiana, scrittrice, giornalista, storica, femminista, ambientalista e critica d’arte).

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