“Ma da queste profonde ferite
usciranno farfalle libere.”
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Su Blackwell
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La farfalla e il fiore
“Una farfalla, vedi, è un fiore
Che ha scelto di volare
Il fiore è una farfalla
Che ha scelto di tornare”
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Le farfalle non vanno spolverate
“Io fui Alda Merini ma non so dirvi nulla
Se non che tre elementi come nell’universo
Giocarono dentro la mia parola:
L’aria, il fuoco e la terra.
Lei tolga la polvere alle farfalle
E non volano più.
Forse l’uomo con tutta la sua scienza
Non ha capito questo…
Che le farfalle non vanno spolverate.”
Alda Merini, da “Confusione di stelle”
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Odilon Redon, “Farfalle”, 1910

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“Le farfalle
ballano,
velocemente
un ballo
rosso
nero
arancione
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell’aria
nei fiori
nel nulla
sempre volanti
consecutive
e remote.”
Pablo Neruda
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Fotografo sconosciuto

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“Cuntent propri cuntent
a so stè una masa ad volti tla voita
mo piò di tott quant ch’i m’a liberè
in Germania
ch’a m so mes a guardè una farfala
senza la voia ad magnela.”
La farfalla
“Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.”
Tonino Guerra, “La farfàla”
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Martin Johnson Heade, “Farfalla Blu Morpho”, 1864
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Chiedersi perché
“Chiedersi perché
le farfalle non vanno mai diritte
ma seguono tracce spezzate
frastagliate
senza senso
rispondersi da soli:
se oggi mi scoprissi capace di volare
io mi riempirei di spazio e aria
se la vita durasse soltanto tre giorni
non butterei il mio tempo
per decidere una rotta
se proprio si deve morire così in fretta
che sia per troppa gioia
che sia per troppo vento.”
Francesco Tomada, da “Affrontare la gioia da soli”
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Migishi Kōtarō, “Butterflies flying above clouds”, 1934
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La farfalla
“La farfalla
non conta i mesi
ma gli attimi…
fa che la tua vita
danzi sui bordi del Tempo
come rugiada
sulla punta di una foglia!”
Rabindranath Tagore, 1913
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“Una notte le farfalle si riunirono
in assemblea, volevano conoscere
che cosa fosse una candela. E dissero:
“Chi andrà a cercar notizie su di essa?”
La prima andò a volare intorno a un castello
e da lontano, dall’esterno vide
una luce che brillava. Tornò
e con parole dotte la descrisse.
Ma una saggia farfalla – presiedeva
lei l’assemblea – le disse:
“Tu nulla sai”.
Ed un’altra partì, si avvicinò
arrivò sino a urtare nella cera.
Nei raggi della fiamma fece svoli.
Tornò, raccontò quello che sapeva.
Ma la farfalla saggia disse: “Tu,
tu nulla più della prima hai conosciuto”.
Un terza si mosse infine, ed ebbra entrò
battendo le ali forte nella fiamma
tese il corpo alla fiamma, l’abbracciò
in essa si perdette piena di gioia
avvolta tutta nel fuoco, di porpora
divennero le sue membra, tutte fuoco.
E quando di lontano la farfalla
saggia la vide divenuta una
cosa sola con la candela, e tutta luce
disse: “Lei sola ha toccato la meta, lei sola sa”.
Chi più di sé è dimentico
quello tra tutti sa.
Finché non oblierai
il tuo corpo, la tua anima,
che cosa mai saprai
dell’Amata?
Farīd al-Dīn ʿAṭṭār (Nishapur, Iran, 1145 – 1221), “Allegoria delle farfalle”, da “Il verbo degli uccelli”
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