Linguaggi

Le voci della nostra vita

07.12.2021
“Talvolta ascolto le voci senza lasciarmi distrarre dalle parole che contengono.
In quei momenti sono le anime che sento.
Ciascuna ha la vibrazione che le è propria.
Certe emettono solo note stonate:
bisognerebbe che un Dio ne tendesse nuovamente le corde,
come un cieco che accorda un pianoforte.”
Christian Bobin
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“Ci sono tante voci
nelle nostre giornate,
sono tante e diverse,
vanno tutte ascoltate.
Sono le nostre voci
che dicono parole
l’una legata all’altra:
non sanno stare sole.
C’è la voce del vento
che soffia e che rinfresca,
del passero, del gatto,
anche dell’acqua fresca
che scivola fra i sassi,
degli alberi il fruscio,
lo stormire delle foglie,
dei grilli il frinio.
La voce della fiamma
che crepita e s’arrossa,
c’è la voce del mare
ora quieta, ora mossa.
E, se tendi l’orecchio
di notte nella stanza,
odi l’orso di pezza
che ride e fa l’inchino
al pulcino che danza.
C’è la voce segreta
che ci portiamo dentro,
quella che ci accompagna,
ci avverte, ci conforta.
Ci sono tante voci
oltre la nostra porta.
Vanno tutte ascoltate”

Elio Pecora

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“Il suono della tua voce
coglie nell’aria
un invisibile
immobilizzandolo
in un attimo eterno.
Quell’eco è entrata in me
frantumando i cristalli fragili
del mio sospeso presente
…senza ritorno.
Dovrò cercare futuro
inseguendo quel suono
io stesso disperata eco
a ritrovarmi.”

Ennio Morricone, “Il suono della tua voce” (poesia dedicata alla moglie Maria)

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“Per Catriona

Ci sono suoni
ai quali poter
credere;

il vento forte tra gli alberi
il ticchettio dei sassi là dove la marea si ritrae
il pianto di un bambino nella notte.

Nessuno mai ha deriso questi suoni,
nessuno mai ha provato a comprenderli.
Troppo comuni per essere comprati o venduti,
sono qui da prima della parola,
e per legge non hanno senso.

Ripetuti all’infinito,
immutabili,
sono suoni senza storia.
Confortano e disturbano
la parte argillosa del cuore.”

Moya Cannon, “Ascoltando l’argilla”

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“Dentro di noi
ci sono tutte le voci,
tutte le anime.
Ci sono innamorati ardenti,
esploratori di cammini
combattenti dimentichi
giardinieri di alberi
e protettori dei germogli.
Ci sono saggi,
persi nelle scritture
e amanti, delle coppe
dei mille colori del vino.
Ci sono cuori,
incisi sugli alberi
e il sogno dei piaceri estremi
dei corpi e della carne.
Ci sono tutti,
ma spesso in silenzio
ammutoliti sbiancati
costretti a una vita clandestina.
Soffocati dai nostri gesti
e dai nostri pensieri consumati
irrisi da tutti i rituali
in cui cerchiamo sopravvivenza
dimenticando ogni nostra voce,
ogni nostra anima.
Eppure ti vengono a trovare,
le mille voci,
in quei risvegli
che sfuggono al controllo,
in una notte che sa
di perdita e d’oro.
Poi, di nuovo,
la vita apparente.
Amare, raccontare l’amore
è ricongiungersi a quelle voci
lasciarle parlare tutte
riconsegnare loro
il palcoscenico della vita
che la commedia sarà bellissima.
Amare, raccontare l’amore
è il richiamo, la preghiera, il canto
che riporta alla vita,
fuori dalla paura,
dalla mediazione,
fuori dai pensieri.
Oltre quei pensieri.”

Gianluigi Gherzi

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Nell’Immagine: Patrick Commecy, Street Art in 3D

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