Linguaggi

Il caso, il destino, chissà…

22.12.2021

“E tu chi sei?”
“Il destino che hai paura di incontrare”

Fabrizio Caramagna

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Mi disse un giorno il destino

 

“Mi disse un giorno il destino
Non arrampicarti sulle nuvole
Potrebbero piovere
E ti fai male
Anche quando le stelle sono tante
Ed il cielo è sereno
Può sempre piovere.

…Non arrampicarti sugli uomini
Possono dimenticare o trasformarsi
In buoni o cattivi.

Fidati solo di me, io, destino
Non inganno, non tradisco
Non svendo le promesse
Non mi scordo degli innocenti
Non guardo la TV
Non viaggio in treno.

Sono VOI, e VOI siete me
Volate, correte, nascondetevi
Vi troverò, e vi consegnerò
Le vostre azioni.

SONO IO
DESTINO!”
(Saggio crudele)”

Mohammed Ayyoub (poeta giordano), da “Quando guardo le stelle . . .”

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Ogni caso

 

“Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.”

Wislawa Szymborska, “Ogni caso”

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Proprio ora

“Proprio ora introduco in questo ago
il filo di un proposito che taccio
e inizio a rammendare. Nessuno dei prodigi
annunziati da insigni taumaturghi
s’è ultimato e gli anni vanno in fretta,
dal niente al poco, e sempre col vento contro il viso,
quale lungo cammino d’angoscia e di silenzi.
E siamo dove siamo, meglio saperlo e dirlo
e piantare i piedi in terra e dichiararci,
noi, eredi di tempi di dubbi e di rinunce,
in cui il frastuono annega le parole,
con molti specchi in mezzo a nasconder la vita.
E non ci serve a niente la brama né il rimpianto,
né il tocco di selvatica rude malinconia,
che noi indossiamo come pullover o cravatta
quando la via lasciamo. Abbiamo appena
quello che abbiamo e basta: lo spazio della storia
che corrisponde a noi nei fatti, e un piccolo
territorio per viverla. Mettiamoci
in piedi un’altra volta e che si senta
solenne e chiara la voce di tutti.
Gridiamolo, chi siamo e che ognuno ascolti.
E, alla fine, che ognuno si vesta
come gli pare meglio e poi, per strada!
Ché tutto sta per farsi e, sì, tutto è possibile.”

Miquel Marti I Pol, “Proprio ora”

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Imbrogliando il destino

“Mescolo le carte
imbroglio il destino.
Nascondo il dolore
mi gioco un sorriso.
Strappo l’angoscia
abbraccio la speranza.
Dai ancora un giro
per confondere il tempo.
La verità è crudele
nascondo anche quella.
Mi gioco il coraggio
chiedo del tempo.
Aggiungo dei giorni
trattengo le lacrime.
Non voglio compassione.
Vincerò, io lo so,
quest’ ultima mano.”

Silvana Stremiz, “Imbrogliando il destino”

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Segui la tua sorte…
“Segui la tua sorte…
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto è l’ombra
d’alberi stranieri.
La realtà
è sempre di più o di meno
di quello che vogliamo.
Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.
Dolce è vivere solo.
Grande e nobile è sempre
vivere con semplicità.
Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.
Guarda la vita da lontano,
e non interrogarla mai.
Nulla essa può
dirti. La risposta
è al di là degli dei.
Ma serenamente
imita l’Olimpo
nel segreto del tuo cuore.
Gli dei sono dei
perché non si pensano.”
Fernando Pessoa, “Segui la tua sorte”

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Nell’immagine: René Magritte, “Nuit de Pise”, 1952

 

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