“Ognuno ha una favola dentro
che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che,
con la meraviglia e l’incanto
negli occhi, la legga e gliela racconti.”
Maria Petrisi (Erroneamente attribuita a Pablo Neruda)

Daisy Zamora (Nicaragua), “Fiabe”, da “En limpio se escribe la vida”, 1998
*****
Salvador Dalí, “Ossificazione mattutina del cipresso”, 1934

*****
Poesie di ghiaccio
“Andiamo alla casa
del camino acceso
dove la storia
di c’era una volta
comincia ora
vieni e ascolta.
Che cosa scende?
È l’ora-neve?
No, è solo un cristallo
di passaggio
il primo di tutti
a mettersi in viaggio.
Fiori di neve
erba ghiacciata
l’inverno è un’estate
pietrificata.
Urla il vento
nella tormenta
nella tana il lupo
si addormenta.
Ma il cuore freddo
freddo gelato
non trova tana
è assiderato.
È l’agrifoglio
il mio fidanzato
ha foglie verdi
meravigliose
ma quando punge
con le sue spine
la neve bianca
la neve esangue
diventa rossa
come sangue.
Fa finta il mondo
di essere buono
fa finta il mondo
di essere bianco
guardate anche
il cuore
si è imbiancato
quasi non batte
si è addormentato.
Che cielo bianco
l’azzurro è finito
il cielo bianco
è il suo preferito.
Il cuore freddo
freddo gelato
del cielo bianco
è il fidanzato.
Corra dottore
il cuore è freddo
dottore corra
è freddo gelato
un respiro di iceberg
l’ha ammalato.
Corra dottore
il cuore affonda
un volto di iceberg
ha incontrato
corra dottore
mio invocato.
Corra dottore
che il ghiaccio mi copre
corra dottore
che il ghiaccio è alla gola
corra dottore
che l’anima è sola.
Grazie dottore
grazie al suo cuore
il suo cuore ha curato
il cuore malato
l’acqua riscorre
si è sciolta la neve
l’acqua riscorre
luccica, vede?
Dal camino
è uscita una storia
che comincia
con c’era una volta,
c’era una volta
il Re del Ghiaccio
con una valigia di neve
si metteva in viaggio.
Al mio fidanzato
preparo una sciarpa
ma lunga lunga
ma bianca bianca.
Preparo una sciarpa
come un sentiero
su quel sentiero
ci incontreremo
su quel sentiero
ci baceremo.
Torna ti prego
ti aspetto in cucina
vicino al cuore
e alla sua spina.
Torna ti prego
ti aspetto
per sempre
dove il tempo
non muore mai.
Il mio fidanzato
è un cielo stellato
io gli parlo
e lui mi parla
io lo guardo
e lui mi guarda.
Il mio fidanzato
è un pettirosso,
abitiamo
al settimo ramo,
quando dal cielo
scende la neve
di ramo in ramo,
ridiamo e ridiamo.
Guarda, gentile luna:
qualcuno ti ama.
“Sì, mi ama qualcuno
ma io non amo nessuno”.
“Sì, mi ama qualcuno
ma io non amo nessuno”.
Fa così freddo,
dov’è un camino?
Dov’è un fuoco?
Dov’è la vita?
Era qui adesso,
dov’è finita?
Un altro fiocco
e un altro ancora
sarà un’annata di quelle buone
la neve si posa
sulle persone.”
Vivian Lamarque, da “Poesie di ghiaccio”, 2004
*****
Personaggi di fantasia
“Vogliono mai scappare?
Uscire dalle pagine bianche
ed entrare nel nostro mondo?
Holden Caulfield che scivola nel cinema
per catturare le due
Anna Karenina seduta in una tavola calda, che
legge il giornale mentre la cameriera
serve un cheeseburger.
Anche Ettore, in pausa dall’Iliade,
fa una passeggiata nel parco,
ammira i tulipani.
Forse si sono stancati
della mente dell’autore, di tutti i suoi colpi di scena.
O si sono finalmente stancati
di inciampare per Pamplona,
una bottiglia in ogni pugno
mangiare fiori di loto sulle rive del Nilo,
per altri era semplicemente troppo caldo
nella piccola città della California
dove erano stati scritti in
una vita di campi arati.
Qualunque sia la ragione,
eccoli qui, vagando per le strade della città, la
pioggia cade sulle loro spalle fantasmatiche.
Non lo faresti, se potessi?
Esci dalla tua stessa storia,
per appoggiarti a una porta
del Five & Dime, sorseggiando il tuo caffè, la tua vita,
da qualche parte lontano dietro di te,
tutto il suo calore e fatica nient’altro che un racconto che
riposa nelle mani di uno sconosciuto,
il marciapiede davanti bagnato e scintillante.”
Danusha Laméris (Usa), “Personaggi immaginari”, da “Lune di agosto”, 2014
*****
René Magritte, “L’embellie”, 1962

*****
Le bambine dai capelli rossi. Una favola teatrale






