Affabulazioni

Viaggio intorno alla mia camera

02.02.2022

“Ho impreso (intrapreso ndr.) e compito un viaggio di quarantadue giorni intorno alla mia camera. Le osservazioni importanti che in esso m’è avvenuto di fare, il piacere continuo che da esso ho tratto, mi movevano a desiderare di pubblicarne la descrizione, la certezza d’esser utile a molti mi vi ha determinato. Il mio cuore prova una soddisfazione inesprimibile, quando penso all’infinito numero di sventurati, a cui offro un espediente sicuro contro la noja, un sollievo contro i mali che soffrono. Il diletto di viaggiare nella propria camera è immune dall’inquieta gelosia degli uomini e indipendente dalla fortuna.

Avvi (c’è, ndr) infatti alcun misero sì derelitto a cui manchi un ricovero, ove rifugiarsi e nascondersi a tutti gli sguardi? Altro apparecchio non abbisogna pel viaggio ch’io propongo.

Ogni uomo sensato, io non ne dubito, vorrà appigliarvisi, di qualunque indole, di qualunque temperamento egli sia. Avaro o prodigo, ricco o povero, giovane o vecchio, nato sotto la zona torrida o presso al polo ei può viaggiare, com’io ho viaggiato. Non avvi (non c’è, ndr.) nell’immensa umana famiglia, che formicola sopra la terra, un solo, — no, non avvi un solo (di quelli, intendo, che abitano camere) il qual sia per negare la sua approvazione alla nuova maniera di viaggiare, ch’io introduco nel mondo.
Potrei cominciare l’elogio del mio viaggio dal dire ch’esso non mi è costato nulla; cosa ben degna di considerazione. Quindi eccolo già vantato, celebrato da chi ha poco… ed ancor più da un’altra classe di persone… voi domandate quali?… dalle persone che hanno molto. Tal sorte di viaggio è innoltre comodissima agli ammalati, che non avranno a temere per essa intemperie d’aria o di stagioni, — ed ai dappoco, i quali non si avverranno in ladri; non incontreranno burraje (burroni, ndr.) , o precipizj. Migliaja di persone, che prima di me non avevano osato; altre, che non avevano potuto; altre infine che non aveano pensato a viaggiare, vi si risolveranno ormai dietro il mio esempio. L’essere il più indolente esiterebbe egli a mettersi in cammino con me, onde procurarsi un piacere, che non gli costerà nè disagi nè danari?  Coraggio, dunque, si parta.
Seguitemi voi tutti, che una mortificazione dell’amore, una negligenza dell’amicizia tien chiusi nella vostra camera, lungi dalla picciolezza e dalla perfidia degli uomini. Gli sgraziati, gli infermicci, gli annojati, quanti ne sono al mondo, tutti mi seguano. — Tutti i poltroni si levino in massa, — E voi, che volgete nell’animo pensieri sinistri di riforma o di ritiro per qualche sofferta infedeltà, voi, che in un gentile gabinetto rinunciate al mondo per tutta la vita, amabili solitarie di una sera, venite voi pure; lasciate, di grazia, le nere idee, dacché perdendo alcuni istanti pel piacere, non ne guadagnate alcuno per la saggezza; noi procederemo a picciole giornate, ridendo lungo il cammino de’ viaggiatori, che hanno visitato Roma e Parigi: — nessun ostacolo potrà arrestarci; e abbandonandoci lietamente alla nostra fantasia, noi la seguiremo dovunque le piacerà di condurci.
Quante persone curiose ci sono al mondo! —

Xavier de Maistre, “Voyage autour de ma chambre”, 1824

***********

Nell’immagine: Enrico Prampolini, “Migliore giudice è il re – Casa di Nino”, 1942 (dettaglio)

Lascia un commento