Fosforescenze

I libri, medicina per l’anima

05.02.2022
“I libri, medicina per l’anima.”
Iscrizione sopra la porta della Biblioteca di Tebe
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“Non c’è nessun vascello che, come un libro, possa portarci in contrade lontane”.

Emily Dickinson

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“Spesso i libri parlano di altri libri. Spesso un libro innocuo è come un seme, che fiorirà in un libro pericoloso, o all’inverso, è il frutto dolce di una radice amara. Non potresti sapere cosa avrebbe potuto dire Tommaso? O leggendo Tommaso sapere cosa avesse detto Averroè?”

Guglielmo di Baskerville, dal film “Il nome della rosa”, 1986

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“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.”

Umberto Eco

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Giacomo Balla, “Gli stati d’animo dei libri”, 1940 ca.

 

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“I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.”

Jean-Paul Sartre

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“Quando finisci un libro e lo chiudi, dentro c’è una pagina in più. La tua.”

Fabrizio Caramagna

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“Propongo il termine di “biblioalgia” per quella tristezza che si ha quando si finisce di leggere un bel libro e si ha difficoltà a cominciarne un altro.”

Fabrizio Caramagna

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“C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda.”

José Saramago

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“Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”

Ray Bradbury

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Vittorio Matteo Corcos, “La lettura sul mare”, 1910 circa

 

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Il racconto è come un uovo: è completo, c’è un guscio e dentro c’è il bianco e c’è il rosso che contiene l’embrione del pulcino, ha la vita dentro di sé. Quando incomincio a scrivere, so l’inizio e so la fine della storia e anche come arrivarci: so i limiti di quello che il racconto contiene.

Nadine Gordimer

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“Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone. Per Bastiano Baldassare Bucci la passione erano i libri.“

Michael Ende, da “La storia infinita”

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“Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l’odore stesso che aveva un giorno il vento.”

Mário Quintana

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Jonathan Wostenholme

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“Ora questi, ora quelli io interrogo, ed essi mi rispondono, e per me cantano e parlano; e chi mi svela i segreti della natura, chi mi dà ottimi consigli per la vita e per la morte, chi narra le sue e le altrui chiare imprese, richiamandomi alla mente le antiche età. E v’è chi con festose parole allontana da me la tristezza e scherzando riconduce il riso sulle mie labbra; altri m’insegnano a sopportar tutto, a non desiderar nulla, a conoscer me stesso, maestri di pace, di guerra, d’agricoltura, d’eloquenza, di navigazione; essi mi sollevano quando sono abbattuto dalla sventura, mi frenano quando insuperbisco nella felicità, e mi ricordano che tutto ha un fine, che i giorni corron veloci e che la vita fugge. E di tanti doni, piccolo è il premio che mi chiedono: di aver libero accesso alla mia casa e di viver con me, dacché la nemica fortuna ha lasciato loro nel mondo rari rifugi e pochi e pavidi amici.”

Francesco Petrarca da “Trionfi”, 1351

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”Gli scrittori mi hanno salvato la vita, anche se si sono sparati in bocca, si sono impiccati, sono stati in manicomio, dormivano in una roulotte o da bambini avevano paura di svegliarsi trasformati in scarafaggi.”
Anna Vera Viva
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“Imparai a leggere i libri in un altro modo. man mano che incontravo una certa parola, un certo aggettivo, li tiravo fuori dal loro contesto e li analizzavo per vedere se si potevano usare nel mio contesto.”

Goliarda Sapienza, “L’arte della gioia”

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“Quanti di noi sarebbero naufraghi senza speranza in una notte atlantica, senza le voci che si levano e ci chiamano dai libri.”
Guido Ceronetti, da “Insetti senza frontiere”, 2009
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Charles Edward Perugini, “Girl Reading”, 1878
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“Forse io sono il libro e tu il fiore fra le pagine.
Oppure, tu sei il libro ed io il segnalibro.
Oppure siamo solo due orecchie fatte alle pagine per ritrovare il punto.”
Massimo Cavezzali
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“Le foglie stanno volando via dal mondo e sopra c’erano dei messaggi e degli enigmi che non abbiamo decifrato. Anche le mani: lette poco, troppo poco; anche le rughe, i lobi… Non abbiamo letto che dei libri.”
Guido Ceronetti, da “Pensieri del té”,1987
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“Credo che la maggior parte delle persone entri nelle librerie senza sapere che cosa vuole comprare, ma poi i libri magicamente le spingono a sceglierli.
La persona giusta per il libro giusto.
È come se sapessero già di quale vita dovrebbero far parte, in che modo possono influenzarla, insegnare una lezione o illuminare un volto con un sorriso al momento giusto.”

Cecelia Ahern, da “Il libro del domani”, 2010

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Jonathan Wolstenholme

 

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“Tutti noi siamo un po’ come libri che gli altri leggono.
I più si fermano alle prime pagine, altri le scorrono frettolosamente, qualcuno ci legge con attenzione…
Nessuno però potrà mai andare oltre il libro e conoscere la nostra anima.
A meno che per leggere non usi l’anima a sua volta.
Margaret Mazzantini, da “Nessuno si salva da solo”, 2011
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“Leggo gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme a i passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme a i suicidi, ficcati in una stufa d’inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale.”
Erri De Luca, da “Tre cavalli”, 1999
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“I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito.”
Marguerite Yourcenar, da “Le Memorie di Adriano”, 1951
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«I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole».
Luigi Pirandello, da “Il fu Mattia Pascal”, 1904
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“I libri sono dove ti vengono spiegate le cose, la vita dove le cose non vengono spiegate.”
Julian Barnes, da “Il pappagallo di Flaubert”, 1962
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“Fondare biblioteche è un po’ come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.”
Marguerite Yourcenar
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“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.”
Cesare Pavese, da “Il mestiere di vivere”, 1952
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Artista sconosciuto, “La Biblioteca di Alessandria”, 1876

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“In Egitto le biblioteche erano chiamate: “Il tesoro dei rimedi dell’anima”, perché curavano il peggiore dei mali, che, secondo gli Egiziani, era l’ignoranza.
Ermanno Di Bonaventura
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