Pensieri

Imparare a conoscersi e ad accettarsi

07.02.2022

“E’ facile amare qualcun altro, ma amare ciò che sei, quella cosa che coincide con te, è esattamente come stringere a sé un ferro incandescente: ti brucia dentro, ed è un vero supplizio. Perciò amare in primo luogo qualcun altro è immancabilmente una fuga da tutti noi sperata e goduta, quando ne siamo capaci. Ma alla fine i nodi verranno al pettine: non puoi fuggire da te stesso per sempre, devi fare intorno, ripresentarti per quell’esperimento, sapere se sei realmente in grado di amare. E’ questa la domanda – sei capace di amare te stesso? – e sarà questa la prova”.

“La cosa superiore può essere creata soltanto nel caso in cui venga costruita su quella inferiore. Per costruire il superiore deve venire accettato l’inferiore, altrimenti è come se cercaste di costruire una casa sospesa nell’aria, o un tetto privo di fondamenta. Prima di tutto dovete immergervi nel terreno e nella sporcizia: dovete sporcarvi le mani, o non ci saranno fondamenta sulle quali poter costruire. Non dovete aver paura della sporcizia; se si vuole creare bisogna accettare l’uomo più brutto. Creazione significa inferiorità che dovete digerire; soltanto attraverso ciò potete creare qualcosa di nuovo e di migliore”.

“Dove siamo sopraffatti, dove cediamo, lì si trova la divinità”

 

Carl Gustav Jung, da “Lo «Zarathustra» di Nietzsche. Seminario tenuto nel 1934-39”

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Foto di Sonia Simbolo

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