Pensieri

Il punto debole delle teorie anarchiche

13.02.2022

“Uno dei punti deboli che l’esperienza scopre nelle teorie anarchiche è l’appoggiarsi che esse fanno sul progresso già compiuto da quella cosa che si chiama «Uomo». Questa cosa non esiste nel mondo. Esiste una moltitudine di uomini: alcuni sono gran furfanti, alcuni sono grandi uomini di Stato, alcuni sono l’uno e l’altro; c’è poi una grande maggioranza capace di sbrigare i propri affari personali, ma non di comprendere col pensiero l’organizzazione sociale, o di affrontare i problemi che nascono dalla convivenza dei loro simili in enormi agglomerazioni. Se per «Uomo» s’intende il tipo di questa maggioranza, l’«Uomo» allora non ha fatto nessun progresso; anzi non ha fatto che resistere al progresso. A lasciarlo fare, non pagherebbe nemmeno le spese per mantenere le istituzioni esistenti; bisogna rubargli per queste il suo denaro sotto forma di “imposte indirette”. Questa gente, come i giganti di Wagner, ha bisogno di essere governata con le leggi; di essere indotta ad accettare il governo che gliele impone riempiendola di pregiudizi e impressionandole l’immaginazione con la parata, con la superiorità e la dignità convenzionali.”

“La libertà è una cosa ottima; ma non può cominciare se non dopo che la società ha pagato il suo debito alla Natura guadagnandosi da vivere. Fin che questo non è assicurato, non può esservi altra libertà che quella di vivere a spese degli altri; libertà, questa, molto apprezzata ai nostri giorni, tanto è vero che averla o non averla è ciò che distingue il signore dal volgo. Ma non è affatto salutare dal punto di vista del bene comune.”

George Bernard Shaw, da “Il wagneriano perfetto”, 1898

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