Pensieri

La battaglia della paura

03.03.2022
“Gli italiani hanno paura. A parte il virus, c’è la paura dei tumori, e poi anche il semplice invecchiare è diventato spaventoso.
La morte una volta era una competenza di ognuno, in qualche modo ognuno sapeva di dover morire. Lo sappiamo anche adesso, ma è come se avessimo perso il libretto delle istruzioni sulla nostra fine.
E allora nelle scuole in questi giorni si dovrebbe parlare della paura, ma non solo di quella che ci piove dalle agenzie mediatiche: ognuno dovrebbe parlare delle sue paure.
E dobbiamo mobilitare le energie dell’eros, Adesso più che mai bisogna innamorarsi, parlare d’amore, fare l’amore, accendere passioni, vagheggiare su una bocca.
Dobbiamo tornare sensuali e istintivi, dobbiamo riprendere il vigore che hanno gli alberi che stanno per fiorire.
Non possiamo nasconderci, seppellirci nella distanza, la paura viene a prenderci ovunque siamo, la paura è già tutta scesa nelle nostre ossa, dobbiamo denunciare il nostro spavento, dobbiamo scuoterci e scuotere.
La vera arma contro il virus è l’amore, il furore di una nuova passione per la sacralità della terra e della vita.
Dobbiamo cantare e narrare, leggere poesie, pregare, baciare, dobbiamo inventare qualcosa che ci tiene insieme veramente, dobbiamo buttare via il capitalismo, dobbiamo dire che la modernità è un ferro vecchio, dobbiamo dire che la dittatura dell’economia ha ridotto il volume delle nostre anime.
Alla fine più che una battaglia medica è una battaglia teologica: non siamo qui per difenderci dalla morte, ma per onorare il dono misterioso di ogni vita.”

Franco Arminio

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Immagine: Vincent van Gogh, “Ragno di mandorlo in fiore”, 1890

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