«Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie della vostra vita – la vostra, non quella di qualcun’altro, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.»
“Quando una donna dice dal fondo del suo cuore: ‘Basta, ne ho abbastanza’. Nemmeno mille eserciti di ego, né tutte le trappole d’illusione potranno trattenerla dalla ricerca della sua verità personale.
In quel momento si aprono le porte della sua Anima e inizia il processo di guarigione.
Il processo che la restituirà poco a poco a se stessa, alla sua vera vita. Nessuno ha detto che questo cammino sia facile, ma è ‘il Cammino’.
Questa decisione in sé, apre una linea diretta con la sua natura selvaggia ed è lì che inizia il vero miracolo.”
“”Essere se stesse significa essere esiliate da molti altri, e compiacere le richieste altrui fa sì che ci si senta esiliate da se stesse. E’ una tensione tormentosa e difficile da sopportare, ma la scelta è chiara.”
“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate…”
“Ringrazio, infine, l’odore dello sporco buono, il suono dell’acqua libera, gli spiriti della natura che accorrono sulla strada per vedere chi passa. Tutte le donne che sono vissute prima di me e hanno reso il sentiero un po’ più aperto e un po’ più facile.”
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Margarita Sikorskaia, 1968

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“Molti sono i modi per tornare a casa: alcuni profani, alcuni divini.
Rileggere brani di libri o poesie che ci hanno commosse.
Passare anche soltanto pochi minuti in riva a un fiume, accanto a un corso d’acqua o in una caletta.
Sdraiarsi per terra nella luce che filtra tra gli alberi.
Stare con la persona amata senza i bambini attorno.
Sedere sotto il portico a sgranare, sbucciare o rammendare qualcosa. Camminare o guidare per un’ora, senza meta, e poi tornare.
Prendere un autobus con destinazione ignota. Tamburellare con le dita ascoltando musica.
Salutare il sole che sorge. Raggiungere un posto dove le luci non interferiscono con il cielo notturno.
Pregare. Stare con un amico speciale.
Sedere su un ponte lasciando ciondolare le gambe. Tener in braccio un bambino piccolo.
Sedere in un bar, accanto alla finestra, e scrivere. Sedere in una radura tra gli alberi.
Asciugarsi i capelli al sole. Aprire le mani sotto la pioggia. Curare le piante e sporcarsi ben bene le mani di terra.
Contemplare la bellezza, la grazia, la commovente fragilità degli esseri umani. (…)
Casa è un umore o un senso sostenuto che ci consente di esperire sensazioni non necessariamente assecondate nel mondo profano: meraviglia, visione, pace, libertà dalle preoccupazioni, libertà dalle richieste, libertà dal continuo ciarlare. (…) Tanti sono i veicoli attraverso o con i quali le donne raggiungono casa: musica, arte, bosco, spuma dell’oceano, levarsi del sole, solitudine. (…)
Per alcune, casa è la ripresa di un’antica impresa abbandonata. Ricominciano a cantare dopo aver trovato per anni ottime ragioni per non farlo. Si impegnano nell’apprendimento di qualcosa che un tempo avevano amato di cuore. Ricercano le persone e le cose perdute nella vita. Ritrovano la voce e scrivono. Si riposano. Si appropriano di un angolino del mondo. Mettono in atto decisioni immense o intense. Fanno cose che lasciano un’impronta.
Per alcune, casa è un bosco, un deserto, un mare.
In verità, la casa è olografa. E si realizza in tutta la sua potenza anche in un solo albero, in un cactus solitario nella vetrina di un fiorista, in una pozza d’acqua ferma, nella foglia gialla caduta sull’asfalto, nel vaso di argilla rossa in attesa di un ciuffetto di radici, in una goccia d’acqua sulla pelle.
Se vi concentrerete con gli occhi dell’anima, vedrete la casa in moltissimi posti.”
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Adriana Ferri

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Clarissa Pinkola Estés, da “Donne che corrono coi lupi”, 1989