Fosforescenze

Il sapere, questo sconosciuto…

07.04.2022
“Un saggio cerca nel Sé quelli che sono vivi e quelli che sono morti e ottiene ciò che il mondo non può dare.”
Dalle Upaniṣad (testi religiosi e filosofici indiani in sanscrito composti dal IX-VIII secolo a.C. fino al IV secolo a.C.)
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Foto di Sonia Simbolo
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“Per Sofia la filosofia era terribilmente eccitante perché riusciva a seguire tutto con la propria testa, senza essere costretta a ricordare quello che aveva imparato a scuola.
Giunse così alla conclusione che in realtà la filosofia non è qualcosa che si può imparare: si poteva invece imparare a pensare filosoficamente.”
Jostein Gaarder, da “Il mondo di Sofia”, 1991
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“Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.”

Socrate, in Platone, da “Apologia di Socrate”

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“Ego vero omnia in te cupio transfundere, et in hoc aliquid gaudeo discere, ut doceam; nec me ulla res delectabit, licet si eximia et salutaris, quam mihi uni sciturus sum. Si cum hac exceptione detur sapientia, ut illam inclusam teneam nec enuntiem, reiciam: nullius boni sine socio iucunda possessio est.”

(“Certo desidero infondere in te tutto il mio sapere e sono lieto di imparare qualcosa proprio per insegnarla; e non mi diletterei di alcuna nozione, per quanto straordinaria e vantaggiosa, se ne avessi conoscenza per me solo. Se mi fosse concessa la sapienza a questa condizione, di tenerla chiusa in me senza trasmetterla, rifiuterei: non dà gioia il possesso di nessun bene, se non puoi dividerlo con altri.”

Seneca, da “Lettere a Lucilio”, Libro I, Lettera VI

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“Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero.”
Lucio Anneo Seneca, da “Lettere a Lucilio”
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“Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita”

Pier Paolo Pasolini, da “La Rabbia”, 1962

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“Lo studio del latino mi ha abituato fin da subito a pensare anche la mia lingua per sillabe e suoni discreti. Le parole che avevo sempre usato hanno cominciato a un certo punto a scompormisi nella testa e a vorticare, come petali nell’aria. Grazie al latino una parola italiana valeva almeno doppio. Sotto il giardino della lingua quotidiana c’era il tappeto delle radici antiche. Scoprire (…) che “giorno” e “dì” sono parenti, benché a prima vista non sembri; che il primo deriva da un “diurnus”, che è l’aggettivo di “dies” (la parola latina per giorno) e che il secondo deriva appunto da quel “dies” (…) equivalse alla scoperta di una porta segreta, fu come passare attraverso i muri…”

Nicola Gardini, da “Viva il latino”

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“L’istruzione che distrugge le domande è un crimine contro l’umanità. Siamo stati educati a imbottirci di risposte, e ciò a scapito di uno spazio originario in cui tutto si crea. Il sapere ha divorato i nostri occhi interiori. Non sappiamo più relazionarci con l’ignoto che la vita secerne nonostante la nostra cecità.”

Enrico Avveduto

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Giorgio De Chirico, “Il veggente”, 1914–1915

 

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“Diffidate di un filosofo che sa di sapere.”

Norberto Bobbio, da “Che cosa fanno oggi i filosofi?”, 1980

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“Il sapere tende a farsi vedere. Se lo si tiene segreto, deve vendicarsi.”
Elias Canetti, da “La provincia dell’uomo”, 1973
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“Dubium sapientiae initium.”
[Il dubbio è l’inizio della sapienza]
René Descartes, Meditazioni metafisiche sulla filosofia prima, 1641
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“Sapere di non sapere è saggezza suprema, non sapere di sapere è un male.”
Lao Tzu, da “Tao Te Ching”, VI sec. a. C. 
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“Il sapere ha due estremi che si toccano: la pura ignoranza naturale, in cui si trovano tutti gli uomini nascendo; e l’altro estremo delle grandi anime, che avendo saputo tutto ciò che era umanamente possibile di sapere, confessano di non saper, niente.”

Blaise Pascal, da “Pensieri”

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“Una delle bizzarrie più divertenti nel mondo, è che gli uomini credono sempre di sapere ciò che è loro necessario sapere. Guardateli parlare di politica, questa scienza così complicata; guardateli parlare di matrimonio e di costumi.”
Stendhal, da “Sull’amore”, 1822
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“Il rimedio migliore quando si è tristi – replicò Merlino – è imparare qualcosa. È l’unico che sia sempre efficace. Invecchi e ti tremano mani e gambe, non dormi la notte per ascoltare il subbuglio che hai nelle vene, hai nostalgia del tuo amore, vedi il mondo che ti circonda devastato da pazzi malvagi, oppure sai che nelle cloache mentali di gente ignobile il tuo onore viene calpestato. In tutti questi casi vi è una sola cosa da fare: imparare. È l’unica cosa che la mente non riesca mai ad esaurire, da cui non si lascia mai torturare, che mai teme, di cui mai diffida. Imparare è il rimedio.”

Jack Whyte , da “Le cronache di Camelot”

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[A chi gli domandava come avesse potuto raggiungere un così grande sapere rispondeva]  “In questo modo, ch’io non ebbi mai onta né vergogna di domandare agli altri ciò che io non sapevo.”

Al-Ghazali

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“Gli errori sono per la vita ciò che le ombre sono per la luce.”

Ernst Jünger

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“L’arte di conoscere è sapere cosa ignorare… ignora quelli che ti rendono timoroso e triste e ti degradano verso malattia e morte.”

Jalāl al-Dīn Muḥammad Rūmī

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“Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono.
La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.”
Dario Fo, da “la Repubblica”, 13 giugno 2004
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“Bisogna sempre avere in testa un angolo aperto e libero per farvi posto alle opinioni dei nostri amici e lì collocarle temporaneamente. Bisogna infine aver un cuore e una mente ospitali. Diventa davvero insopportabile conversare con uomini che non hanno nel cervello se non scomparti in cui tutto è occupato.”
Joseph Joubert, da “Les Carnets”, 1938
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“La filosofia è un’alta strada alpina, a essa conduce solo un ripido sentiero su pietre appuntite e rovi pungenti; è un sentiero solitario e diventa sempre più deserto quanto più si sale, e chi lo percorre non deve conoscere spavento, ma deve lasciarsi tutto alle spalle e di buon animo aprirsi da sé la via nella fredda neve. Spesso costui si trova, all’improvviso, sopra l’abisso e vede di sotto la valle verdeggiante; laggiù lo attrae con forza la vertigine; ma deve star fermo, dovesse anche aderire alle rocce col sangue dei piedi. Ben presto vede il mondo sotto di sé, i suoi deserti di sabbia e paludi, scomparire; i dislivelli d’altitudine si pareggiano, le dissonanze non arrivano fino a lassù, la sua rotondità si fa manifesta. Lui è sempre nella pura, fresca aria alpina e vede già il sole, quando sotto ancora è notte fonda.”

Arthur Schopenhauer, da “Scritti postumi. I manoscritti berlinesi (1818-1830)”

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“La semplicità è compagna della verità come la modestia è del sapere.”
Francesco De Sanctis, da “Saggi critici”, 1866
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“Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.”
Elias Canetti, da “La tortura delle mosche”, 1993
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“L’intelligenza è composta principalmente da immaginazione, intuizione, cose che non hanno nulla a che fare con la ragione
La cultura è necessaria affinché gli esseri umani si evolvano in creature migliori.”
Vivienne Westwood, da “Get a Life: The Diaries of Vivienne Westwood”
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“I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto.
Gli altri fanno volume.”
Ennio Flaiano, da “Autobiografia del blu di Prussia”
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Johnny Palacios Hidalgo Nato, pittore peruviano
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“Un uomo potrebbe, se possedesse la vera saggezza, godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, solo con l’uso dei sensi e con un’anima
incapace di essere triste.”
Fernando Pessoa, da “Il Marinaio”, 1925
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Immagine: Raffaello Sanzio, “Scuola di Atene”, 1509

 

 

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