Affabulazioni

Le mani dei negri

15.04.2022

“Non  so più come uscì il discorso, ma un giorno il Signor Maestro disse che  le palme delle mani dei negri sono più chiare del resto del corpo perché  ancora fino a pochi secoli fa i loro antenati camminavano appoggiando  le mani a terra, come gli animali della foresta, e non le esponevano al  sole, che gli scuriva invece il resto del corpo.
Me  ne ricordai quando il Signor Parroco, dopo averci detto al catechismo  che eravamo dei buoni a nulla e che persino i negri erano più bravi di  noi, ritornò su quel discorso delle mani dicendoci che era così perché  loro, di nascosto, stavano sempre con le mani giunte, a pregare.
Mi  sono sembrate talmente stupide tutte queste storie sul fatto che le  mani dei negri sono più chiare, che a questo punto non mollo finché  qualcuno non mi dice perché i negri hanno le palme delle mani così  chiare.
Dona  Dores, per esempio, mi ha detto che Dio gli ha fatto le palme delle  mani così chiare per non sporcare il cibo che preparano per i loro  padroni o qualunque altra cosa loro gli dicano di fare, che naturalmente  dev’essere pulitissima.
Il  Signor Antunes della Coca-Cola, che viene in paese una volta ogni  tanto, quando tutta la Coca-Cola degli spacci è stata venduta, mi ha  detto che mi avevano raccontato solo un mucchio di frottole. Se era così o no io certo non posso dirlo, ma lui me l’ha assicurato. Dopo che gli  ho dato ragione, dicendo che sì, erano tutte frottole, lui mi ha  raccontato quello che sapeva su questa faccenda delle mani dei negri.  Dunque:
Una  volta, tanti e tanti anni fa, Dio Padre, Gesú Cristo, la Madonna, San  Pietro, molti altri Santi, tutti gli angeli che all’epoca si trovavano  in cielo e alcune persone che erano morte ed erano salite lassù, si  riunirono e decisero di fare i negri. E sai come fecero? Presero della  creta, la misero dentro a certi stampi che usavano loro e, per far  cuocere le nuove creature, le portarono ai forni celesti; ma siccome  avevano fretta e non c’era posto dove metterle accanto alle braci, le  appesero ai camini. Fumo, fumo e ancora fumo, ed eccoli scuri come  tizzoni. E adesso vuoi sapere perché le loro mani rimasero bianche? Ma  con che credi che si tenessero, mentre la creta cuoceva?!…
Quando  ebbe finito di raccontare, il Signor Antunes e gli altri Signori che  stavano intorno a me sono scoppiati a ridere, tutti soddisfatti.
Lo  stesso giorno, dopo che il Signor Antunes se n’era andato, il Signor  Frias mi ha chiamato e mi ha detto che tutte quelle storie che ero stato  lì a sentire a bocca aperta erano grandissime fesserie. Su questa  faccenda delle mani dei negri era lui che la sapeva giusta: quando Dio  finiva di fare gli uomini, li mandava subito a fare un bagno, in un lago  del cielo. Dopo il bagno tutti venivano fuori belli bianchi. I negri,  siccome erano stati fatti all’alba e a quell’ora l’acqua del lago era  molto fredda, si erano bagnati solo le palme delle mani e le piante dei  piedi, prima di vestirsi e di venire al mondo.
Ma  io ho letto in un libro, che casualmente parlava della questione, che i  negri hanno le mani così chiare perché sono vissuti tanto tempo curvi, a  raccogliere il cotone bianco della Virginia e di non so che altri  posti. Però si è visto lontano un miglio che Dona Estefânia non era  d’accordo, quando gliel’ho detto. Per lei l’unica spiegazione è che le  loro mani si sono scolorite a forza di lavarle.
Bene,  io non so più che pensare, ma l’unica cosa certa è che le mani di un  negro, anche quando sono screpolate e piene di calli, sono sempre più chiare di tutto il resto. Su questo non ci piove!
Mia  madre è la sola che secondo me ha ragione su questa questione del  perché le mani dei negri sono più chiare del resto del corpo. Il giorno  che ne abbiamo parlato insieme, mentre le raccontavo quello che sapevo  su tutta la faccenda, crepava dalle risate. Quello che mi è sembrato  strano è che lei non mi avesse detto subito la sua opinione  sull’argomento, quando glielo avevo chiesto, e che mi rispondesse solo  dopo avere effettivamente constatato che io non la smettevo di  insistere, e in quel modo, piangendo e tenendosi la pancia dalle risate.  Furono più o meno queste le parole che lei mi disse:
Dio  ha fatto i negri perché bisognava che ci fossero. Bisognava che ci  fossero, figlio mio. Pensò che ci volevano proprio… Poi si pentì di  averli fatti, perché gli altri uomini li prendevano in giro e li  portavano nelle loro case per metterli a servire come schiavi o poco  più. Ma siccome non poteva farli diventare tutti bianchi perché quelli  che già si erano abituati a vederli negri avrebbero protestato, fece in  modo che le palme delle loro mani fossero esattamente come le palme di  tutti gli altri uomini. E sai perché lo fece? Certo che non lo sai, e  non mi stupisce, perché c’è tantissima gente che non lo sa. Allora  stammi a sentire: lo fece per mostrare che quello che fanno gli uomini  non è altro che opera dell’uomo… Che quello che fanno gli uomini è  fatto da mani uguali, mani di persone che, se avessero giudizio,  saprebbero che, prima di ogni altra cosa, sono uomini. Deve essere stato  per questa ragione che Lui ha voluto le mani dei negri uguali alle mani  degli altri uomini che rendono grazie a Dio per non essere negri“.
Detto  questo, mia madre mi baciò le mani. Quando scappai in cortile per  giocare a pallone, pensai che non avevo mai visto una persona piangere  tanto senza che nessuno l’avesse picchiata.”

Luìs Bernardo Honwana (scrittore mozambicano di lingua portoghese. Una delle voci più intense della narrativa africana), da “Abbiamo ucciso il cane rognoso”, 2008 

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