Affabulazioni

Racconto di Luna Nuova

09.05.2022

Il tempo della Lepre e il risveglio dei regni

Era il tempo della lepre, quando la Madre di tutte le cose, soffiava il suo alito tiepido per sciogliere i ghiacci invernali e permettere ai teneri germogli di venire al mondo.
La prima Luna Nuova dell’anno la Madre cantava nelle lunghe orecchie delle lepri addormentate per risvegliarle dal letargo invernale.
Era il primo animale ad ascoltare il canto della primavera, le lepri erano così divenute il simbolo dell’arrivo della nuova stagione.
Così accadeva da millenni, così accadde quell’anno.
Le lepri si svegliarono e uscirono dai loro caldi rifugi, avevano il compito di svegliare tutti gli altri animali, ma quell’anno si accorsero subito che il mondo era diverso, qualcosa era accaduto durante il loro sonno.
La lepre che viveva nel bosco che confinava con la grande città, sussurrò alle altre che ogni strada, ogni vicolo, ogni piazza era deserta.
La città sembrava abbandonata.
Così, piano piano quella voce raggiunse anche le lepri delle montagne, che provarono ad avvicinarsi al paese e constatarono che non c’erano uomini nelle strade.
Le lepri di tutto il mondo, iniziarono a cercare gli uomini, nulla nei parchi, niente sulle spiagge, finchè una di esse che si era avventurata vicino al mare sentì la voce di un delfino che le raccontò come quel lungo inverno fosse stato anche un inverno terribile per il genere umano.
La lepre, lo raccontò al tasso, che parlò con il gufo, che volò su ogni albero del bosco raccontando a tutti quella strana storia.
La mattina seguente ogni animale del mondo era venuto a conoscenza che l’umanità era in pericolo, ed era necessario aiutare gli uomini a tornare ad abitare il mondo.
Qualche lupo solitario pensò che il mondo senza uomini non era poi così male, anche alcuni orsi tornarono alle loro tane per niente intenzionati ad aiutare chi li uccideva spesso senza pietà.
Ci fu qualche diserzione anche negli uccelli e nei grandi mammiferi che abitavano i mari del nord, ma quasi tutto il regno animale e vegetale partecipò all’assemblea, la più grande riunione dei regni mai avvenuta sulla terra dai tempi antichi della glaciazione.
Fu invitato a partecipare anche un uomo, un antico sciamano che viveva sulle montagne e che spesso aveva aiutato lepri e volpi a liberarsi dalle trappole mortali lasciate dagli altri uomini fra la boscaglia.
Lui capiva la lingua degli animali e delle piante.
:- Che è successo? – gli chiesero in coro animali e alberi
:- Gli uomini non possono uscire dalle loro case, poiché un virus pericoloso si aggira nelle città e nei paesi.
:- Dunque è vero che l’intera umanità è in pericolo?
Lo sciamano annuì.
Animali e vegetali, anche le pietre e intere montagne, vulcani e acque del mare e ruscelli gorgoglianti iniziarono a sussurrare l’antica canzone per invocare la Madre di tutte le cose.
La Madre accorse al richiamo dei suoi figli, accompagnata dagli spiriti dei regni di luce.
Gli animali le chiesero :- Oh Madre non tutti gli uomini sono cattivi, perché non puoi aiutarli a guarire?
La Madre sorrise alle sue dolci creature :- Lo sto facendo figli miei, gli esseri umani stanno guarendo da un virus molto più pericoloso che aveva invaso non solo i loro corpi ma anche le loro intere vite.
:- Molti uomini stanno morendo.- replicò un piccolo roditore che subito si nascose sotto il muschio
:- Ne sarebbero morti molti di più se avessi ignorato ancora  il loro bisogno di guarire.
:- Quindi Madre non possiamo fare nulla per aiutarli? chiese il pioppo scuotendo appena la fronde nodose
:- Mentre l’umanità guarisce noi insieme possiamo guarire la terra, ripulire le acque, i cieli, portare nuova linfa nelle foglie e preparare per loro una bellissima casa che li attenderà non appena saranno guariti.
:- Ma guariranno Madre? fu la domanda di un delfino che spuntò da un’onda cristallina
:- Stanno già guarendo, leggo i loro cuori, hanno desiderio di aria fresca, di campi verdi, di boschi profumati, di mari e acque da abbracciare ancora. Chiusi nelle loro case stanno capendo cosa stanno rischiando di perdere per sempre.
L’assemblea si concluse, la Madre e gli spiriti di luce, soffiarono la loro benedizione su ogni regno, fu così che iniziò la nuova stagione e fu davvero una nuova stagione per tutti.
Emanuela Pacifici 
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Immagine: Piero di Cosimo, “L’incendio nella foresta”, 1500-1505 circa

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