Linguaggi

Abiti…abitati

18.05.2022

“La moda è fatta per diventare fuori moda.”

Coco Chanel

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Gianni Pettena, “Poltrona”, 1986
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Vestiario
“Ti togli,
ci togliamo,
vi togliete
cappotti, giacche, gilè, camicette di
lana, di cotone, di terital, gonne,
calzoni, calze, biancheria, posando,
appendendo, gettando su schienali di sedie, ante di paraventi;
per adesso,
dice il medico,
nulla di serio,
si rivesta,
riposi,
faccia un
viaggio,
prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
torni fra tre mesi, sei, un anno,
vedi,
e tu pensavi,
e noi temevamo,
e voi supponevate,
e lui sospettava;
è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
stringhe, automatici, cerniere, fibbie, cinture, bottoni, cravatte, colletti
e da maniche,
borsette, tasche, tirar fuori
– sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi –
la sciarpa riutilizzabile per protratta scadenza.”
Wislawa Szymborska, “Vestiario”
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Io mi divido
“Io mi divido
in giacca e calzoni e cintura
e ancora mi disgiungo
in cravatta e camicia
e mi scindo in cranio, in polmoni,
in visceri e pube,
e mi distinguo
in ogni cellula
che senz’amore s’accosta
ad altra cellula.
Così, casualmente, sussisto:
poi chiedo in prestito
la forza che congiunge
l’uno all’altro i miei volti possibili
all’improvviso sacramento
d’una chitarra,
al riso dell’amico,
allo squillo consueto del telefono,
nell’attesa distratta
d’una voce che perdoni la mia spalla,
la mia gamba, la mia dolce cravatta:
nell’oziosa attesa
del sacramento della nascita.”
Guido Manganelli, “Io mi divido”
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Foto di Sonia Simbolo
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Quelle scarpe vecchie

“Quelle scarpe vecchie,
così consumate,
quanta strada avevano
percorso quelle scarpre.
Lei le guardava con
nostalgia,
quanta strada in
quelle vecchie
scarpe,
un pensiero lontano
la sfiorò
un desiderio
mai vissuto
l’abbracciò,
e fu così
che prese le scarpe
le indossò,
aveva voglia di camminare
ancora,
non le importava
nulla di cosa l’aspettasse,
se erano strade in discesa,
o strade coperte da rocce
lei sapeva,
sapeva che la strada
era sua solo sua,
da conquistare!”

Susan Randall, “Quelle scarpe vecchie”

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Per piacerti ho messo…

“Per piacerti ho messo…
un velo di cipria.
Due linee di khol (una nell’occhio!)
Sette forcine.
Sessantanove perle
Quarantotto centimetri di pizzo.
Un nastrino(nascosto).

Tre spruzzi di profumo di muschio.
Trecentoventisette grammi di vestito.
Un’ora e tredici di prove.

E tu sei rimasto conquistato…
dal mio sorriso?”

Helen Delforge, da Hélène Delforge e Quentin Gréban, “Innamorati”

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      Collage di Jorg Karg

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Prologhetti
“E voglio che il vestito,
il vestito dei miei versi,
sia tagliato
dello stesso panno rude,
dello stesso
panno eterno
del manto di Manrique,
– come quello di Amleto, nero –
adattato all’usanza di questo tempo
e, in più,
con un gesto
mio
nuovo.”
León Felipe (poeta messicano), da “Versi e orazioni del viandante”
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Installazione creata da M. Baas per i 50 anni della cuvée millesimata della Maison Ruinart, 2008
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I due cappotti

“I due cappotti siedono vicini
portati senza portamento alcuno
come due bucce vuote di banane.
si parlano le loro cicatrici
e gli occhi sono anelli di catene,
neanche a ballare suscitano brio
li ha fatti dio non sempre riesce bene.”

Guido Oldani, “I due”

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Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì, “Abito lacrima”, 1938
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La veste
“Ho cucito l’amore
all’orlo della mia veste.
Quando cammino
lo spargo per strada.
Sulla pietra su cui cade
nascerà forse un fiore
o lo raccoglierà un bambino
per farci un aquilone.
Se sarà lieve
volerà nel vento
fra rami e foglie
sarà una canzone
andrà a posarsi
sopra un davanzale
qualcuno gli aprirà
la finestra e con il sole
darà luce a una stanza.
Se non sto attenta
Mi cadrà in un pozzo.
Povero amore,
tenero e sgualcito,
che non ha braccia
per poter nuotare.”
Anna Fresu, “La veste”, da “Fluida”, 2021
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Giorgio De Chirico, “Manichini”, 1930
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La foto in evidenza è tratta dalla pagina FB “Arteide”

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