Affabulazioni

Gli eroi di Omero

13.06.2022

Timé – Il codardo e il valente…

La più bella delle figlie di Priamo, Cassandra, abbracciata alla statua sacra; chiunque si sarebbe arrestato, ma Aiace di Locri era posseduto da una pazzia torva, omicida. Dopo averla trascinata fuori le fece violenza; e Cassandra era vergine e sacerdotessa. Dicono che in quel momento la statua di Atena abbia mosso gli occhi e distolto lo sguardo per non vedere uno spettacolo tanto truce.

Nessuno piangerà per lui, nessuno ricorderà il suo nome e questo fa davvero paura: tornare nel nulla dopo una brevissima vita luminosa senza essere ricordati è come non essere mai nati; il buio del tempo infinito prima di te ti ha generato, il buio di un altro tempo infinito ti attende.

Io ho sangue di re, nelle vene, non posso accettare chi mi provoca. Quando è assalito dall’ira, poi, un uomo è avvolto da un velo di pazzia, e non sa che sta facendo. È quello il male maggiore per una mente, per quanto salda; la chiamano até, accecamento. Chi è vittima di até perde il contatto con la realtà, gli pare di montare un cavallo imbizzarrito e senza redini. Sono quelli i momenti più pericolosi, in cui sembra che un demone ti rubi il senno.

Guido Guidorizzi, da “Io, Agamennone. Gli eroi di Omero”, 2016

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Nell’immagine: Jean-Auguste- Dominique Ingres, “Apoteosi di Omero”, 1827

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