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Quando la poesia si ispira alla pittura: Josefa Parra e Edward Hopper

02.07.2022

Josefa Parra, “Stanza d’albergo”, di Edward Hopper

“Se c’era ancora una promessa
tra me e te, un’offerta
prolungata, una luce laggiù
da poter seguire;
se restava la speranza
– sebbene fosse una triste
piccola speranza -;
se anche le tue labbra
mai hanno pronunciato
la parola mortale che io desideravo,
o qualcosa che le assomigliasse,
penso che ancora avrei trovato
una ragione per aspettarti.
E chissà se il commercio di carne
non fu, in qualche modo, una promessa?”

Josefa Parra, da “Alcoba del agua”, “Quórum”, 2002

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Nell’immagine: Edward Hopper, “Stanza d’albergo”, 1931

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