Quando la notte
“Quando la notte è quasi terminata
e l’alba è tanto vicina
che possiamo toccare gli spazi-
è ora di lisciarsi i capelli
e preparare le fossette nelle guance-
e stupirsi di esser stati in pena
per quella vecchia, svanita mezzanotte-
che ci atterrì soltanto per un’ora.”
Emily Dickinson
*****
John Miller, “Levar del sole sulla baia”

*****
Non sapendo quando l’alba verrà
“Non sapendo quando l’alba verrà,
Lascio aperta ogni porta,
Che abbia ali come un uccello,
Oppure onde, come una riva.”
Emily Dickinson
*****
Rose in fiamme
Vallone il 17 agosto 1917
“Su un oceano
di scampanellii
repentina
galleggia un’altra mattina
Giuseppe Ungaretti, “Rose in fiamme”, da “L’allegria”, 1931
*****
Fyodor Bronnikov, “Pitagorici celebrano l’alba”, 1869

*****
Il sorgere del sole
“Vecchio stolto faccendiere, sole dissennato,
perché così,
attraverso vetri e tende vieni a visitarci?
Le stagioni degli amanti devono volgere
ai tuoi movimenti?
Sfacciato dannatissimo pedante, va a strapazzare
gli scolari in ritardo, i garzoni inveleniti,
va a dire ai cacciatori: il Re vuole cavalcare,
chiama le formiche dei campi alle fatiche del raccolto,
immutabile l’amore non conosce climi e stagioni,
non giorni, mesi, e ore, del tempo solo i brandelli.
Perché pensi che i tuoi raggi
siano tanto potenti e venerandi?
Con un battito di ciglia potrei eclissarli,
obnubilarli, se non che non vorrei
non vedere lei tanto a lungo.
Se i suoi occhi non hanno accecato i tuoi,
guarda, e domani quando è tardi dimmi
se le Indie delle spezie e delle miniere
sono dove le lasciasti, o sono qui da me.
Chiedi dei Re che hai visto ieri,
ti sarà detto, che giacciono tutti qui in un letto.
Lei è tutti gli stati, io sono tutti i principi,
nient’altro esiste.
A paragone i principi non recitano che la nostra parte,
ogni onore è mimica, ogni ricchezza è alchimia.
Tu sei felice, oh sole, molto meno di noi,
in cui il mondo si è così contratto;
la tua età richiede agi, il tuo compito
è di scaldare il mondo – scaldaci, ed è fatto.
Splendi su noi e sarai dovunque,
questo letto è il tuo centro, queste pareti la tua sfera.”
John Donne, “Il sorgere del sole”, da “Songs and Sonnets”, 1633
*****
Camille Pissarro, “Levar del sole sul mare”, 1883

*****
Il gelsomino notturno
“E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.”
Giovanni Pascoli, “Il gelsomino notturno” (dedicata alle nozze dell’amico Gabriele Briganti), da “Canti di Castelvecchio”, 1903
*****
*****





Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.