Linguaggi

…E poi esplode lo spettacolo: il tramonto

26.09.2022

“È geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale.

I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio.

E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.”

Alessandro Baricco, da “Oceano mare”, 1993

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Portami il tramonto in una tazza

 

“Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi!

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti quanti passetti
fa la tartaruga
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa!

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno,
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro?
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una?”

Emily Dickinson

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Crepuscolo

“Sfiorata dalle ombre dei morti
Sull’erba dove muore il giorno
L’arlecchina s’è spogliata
E specchia il suo corpo nello stagno

Un ciarlatano crepuscolare
Vanta i prossimi giri
Il cielo incolore è costellato
Di astri pallidi come il latte

Sul palco il pallido arlecchino
Saluta subito gli spettatori
Stregoni venuti di Boemia
Qualche fata e gli incantatori


Staccata una stella
la maneggia con le braccia tese
Mentre coi piedi un impiccato
Suona i piatti cadenzando


La cieca culla un bel bambino
Passa la cerva con i suoi cerbiatti
Il nano guarda con un’aria triste
Ingigantire l’arlecchino trismegisto.”

Guillaume Apollinaire, “Crepuscolo”, da “Alcools”, 1913

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Tramonto

 

“La mia grande felicità
è il suono che fa la tua voce
chiamandomi anche nella disperazione; il mio dolore
che non posso risponderti
in parole che accetti come mie.
Non hai fede nella tua stessa lingua.
Così deleghi
autorità a segni
che non puoi leggere con alcuna precisione.
Eppure la tua voce mi raggiunge sempre.
E io rispondo costantemente,
la mia collera passa
come passa l’inverno. La mia tenerezza
dovrebbe esserti chiara
nella brezza della sera d’estate
e nelle parole che diventano
la tua stessa risposta.”
Louise Glück, “Tramonto”
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Emil Nolde, “Sole ai tropici”, 1914
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Tramonto
“Oggi alla fine del giorno
il tramonto posò le sue perle
sui fini e nerì capelli della sera
ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Nel silenzio il cigno dorme.
sulla riva destra del fiume
e questo tramonto
attraverso il cielo luminoso di stelle
è venuto a toccare
la mia umile fronte:
sopra queste acque tacite e calme
ha iniziato la traversata tra astri e stelle:
ha steso
il suo manto d’oro
sulla soglia della notte
che dorme tranquilla:
e infine lungo le vie dell’arsa,
sopra il carro di un nero destriero
s’allontanerà facendo scintille:
ha lasciato soltanto un tocco
sulla fronte di un poeta.
Nel tuo infinito mai s’era visto
un tramonto così,
né più ritornerà.”
Rabindranath Tagore, “Tramonto”
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Tramonto
“Cos’altro mai puoi dirmi che io non sappia,
vena del sol che sangue dai alla terra,
sfilacciar quieto di nebbia rifratta
tra l’azzurro del mare e il ciel vermiglio?
Quanti tramonti affollano i ricordi,
quante lingue di fuoco sulle acque,
e tutti si confondono, di notte,
quando, calato il sole, chiudi gli occhi.
Traccio un solco per terra, in riva al mare:
e la marea subito lo spiana.
Così è la poesia. La stessa sorte
tocca alla sabbia e tocca alla poesia
al via vai della marea, al vien-vieni della morte.
Il tempo non s’arresta e poco importa
che il giorno già vissuto ci avvicini
l’amara coppa d’acqua collocata
dove incalza la sete della vita.
Non conteggiamo i giorni già passati:
è oggi che nasciamo. Solo adesso
la vita inizia e, là, da noi lontana,
la morte può stancarsi nell’attesa.”
José Saramago, “Tramonto”
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Foto di Arianna Arcangeli

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