Fosforescenze

Landays anonimi delle donne afghane

07.10.2022
“Mi sono fatta bella nei miei vestiti logori
come un giardino fiorito in un villaggio devastato”.
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Fatimah Hossaini, fotografa afghana
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“Il mio amato vuole trattenere la mia lingua nella sua bocca,
non per diletto di essa, ma solo per stabilire i suoi costanti diritti su di me”.
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“Io brucio in segreto, piango in segreto,
sono la donna pashto che non può svelare il proprio amore”
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Foto di Rada Akbar (fotografa afghana)
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“Ordini stupidamente di tacere,
non capisci che la voce della verità è più forte del tuo raglio.
Non è manipolando le frasi dei Profeti
Che la tua ignoranza diverrà verità”
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“Quando le sorelle siedono assieme, sempre pregano per i propri fratelli.
Quando i fratelli siedono assieme, sempre vendono le proprie sorelle”
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“Guarda la terribile tirannia dei mariti: prima mi picchiano poi mi proibiscono di piangere”.
“Sorelle mie, legatevi il velo attorno come cinture,
raccogliete i fucili e partite verso il campo di battaglia’”.
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Street art di Shamsia Hassani 
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“Non genererò figli tuoi basta carnefici in questa dimora.”
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“Al calar della notte oscura il solo mio pensiero è la fuga nel sogno.”
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Foto di Rada Akbar 
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“Ci spengono come lumini
Portiamo la luce oltre ogni confine.”
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“Madre, vieni alle finestre della prigione
Parlami prima che io vada al patibolo”
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Street art di Shamsia Hassani
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“Sogno un canto d’amore per me
e tu berci alla guerra ubriaco di sangue.”
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“Dove non cresce il cinnamomo
sia maledetto il sole che dà vita all’uomo.”
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Rada Akbar, “Invisible captivity”
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“Cosa mi hai fatto, mio Dio?
Le altre sono fiorite. Io rimango chiusa in una gemma”
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Foto di Fatimah Hosseini, “Pearl in the Oyster”
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“Chiamo. Tu sei una pietra.
Un giorno guarderai ed io me ne sarò andata.”
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“Poiché il mio amore è bugiardo,
vesciche fioriscono sul mio cuore.”
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Street art di Shamsia Hassani
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“I tuoi occhi non sono occhi. Sono api.
Non trovo cura per la loro puntura.”
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(I Landays, un termine che in lingua pashtun significa “piccolo serpente velenoso”, sono componimenti molto antichi, spesso anonimi, con i quali le donne cantavano l’amore,
la libertà o con i quali denunciavano una violenza subita.)
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Nell’immagine in evidenza: Foto di Farzana Wahidy (fotografa afghana)

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