Affabulazioni

Il diavolo

23.10.2022

Il diavolo è straniero

“Il colpometro indica che l’immigrante ci viene a rubare il lavoro e il pericolosometro lo segnala con una spia rossa.
Se è povero, giovane e non è bianco, l’intruso viene subito condannato per indigenza, inclinazione al caos o per portare la pelle che porta. In ogni caso, se non è povero, né giovane, né scuro, merita comunque il malvenuto perché arriva disposto a lavorare il doppio in cambio della metà.
La paura della perdita dell’impiego è uno dei timori più forti fra tutte le paure che ci governano in questi tempi di paura, e l’immigrante è sempre a portata di mano quando si tratta di accusare i responsabili della disoccupazione, la diminuzione dei salari, l’insicurezza pubblica e altre temibili disgrazie.
Un tempo l’Europa spargeva nel sud del mondo soldati, prigionieri e contadini morti di fame. I protagonisti delle avventure coloniali sono passati alla storia come agenti mandati da Dio. Era la Civiltà che si lanciava al riscatto della barbarie.
Adesso il viaggio avviene al contrario. Quelli che arrivano, o cercano di arrivare, dal sud al nord, sono protagonisti delle sventure coloniali, che passeranno alla storia come messaggeri del Diavolo. È la barbarie che si lancia all’assalto della Civiltà.

Il Diavolo è rosso

Melilla, estate 1936: scoppia il colpo di stato contro la Repubblica spagnola.
La base ideologica sarà spiegata, tempo dopo, dal ministro dell’Informazione, Gabriel Arias Salgado:
– Il Diavolo vive in un pozzo di petrolio, a Bakú, e da lì dà istruzioni ai comunisti.
L’incenso contro lo zolfo, il Bene contro il Male, i crociati della Cristianità contro i nipoti di Caino. Bisogna farla finita coi rossi prima che i rossi la facciano finita con la Spagna: i prigionieri si danno alla dolce vita, i maestri fanno sloggiare i preti dalle scuole, le donne votano come se fossero uomini, il divorzio profana il sacro vincolo del matrimonio, la riforma agraria minaccia il diritto della Chiesa sulle terre…
Il colpo di stato nasce uccidendo, e dall’inizio è molto espressivo.
Il Generalissimo Francisco Franco:
– Salverò la Spagna dal marxismo a qualsiasi prezzo.
– E se questo volesse dire fucilare mezza Spagna?
– Costi quello che costi.
Il Generale José Millán-Astray:
– Viva la morte!
Il Generale Emilio Mola:
– Chiunque sia, apertamente o in segreto, difensore del Fronte Popolare dev’essere fucilato.
Il Generale Gonzalo Queipo de Llano:
– Andate a scavare le fosse!
Guerra Civile è il nome della macelleria scatenata dal colpo di stato. Il linguaggio, così, segnala l’uguaglianza fra la democrazia che si difende e il golpe che l’attacca, fra i miliziani e i militari, fra il governo scelto dal voto popolare e il caudillo scelto dalla grazia del Signore.

 

Il Diavolo è omosessuale

 

Nell’Europa del Rinascimento, il fuoco era il destino che meritavano questi figli dell’inferno, che dal fuoco venivano. O erano condannati ad altre forme di morte atroce, come castigava l’Inghilterra coloro che avessero avuto relazioni sessuali con animali, ebrei o persone dello stesso sesso.
In America i conquistatori preferivano darli in pasto ai cani famelici. Vasco Núñez de Balboa canificò molti indigeni che praticavano questa anormalità in modo del tutto naturale. Lui credeva che l’omosessualità fosse contagiosa. Cinque secoli dopo, ho sentito dire la stessa cosa dall’arcivescovo di Montevideo.
Lo storico Richard Nixon sapeva che questo vizio era fatale per qualsiasi civiltà:
– Volete sapere cosa successe con i greci? L’omosessualità li distrusse! Certo! Aristotele era gay. Lo sappiamo tutti. E anche Socrate. E volete sapere cosa successe con i romani? Gli ultimi sei imperatori erano checche…
Il civilizzatore Adolf Hitler aveva preso misure drastiche per salvare la Germania da questo pericolo. I degenerati colpevoli dell’aberrante delitto contro natura furono obbligati a portare un triangolo rosa.
Quanti finirono nei campi di concentramento? Non si è mai saputo. Non li ha contati nessuno, non li ha menzionati quasi nessuno. Non si è mai saputo neppure quanti furono i gitani sterminati.
Il 18 settembre del 2001 il governo tedesco e le banche svizzere decisero di includere gli omosessuali fra le vittime dell’Olocausto. Ci hanno messo più di mezzo secolo a correggere l’omissione.

 

Il Diavolo è indigeno

 

L’omosessualità era libera in America, salvo nei regni degli aztecas e degli inca.
I conquistatori confermarono che Satana, espulso dall’Europa, aveva trovato rifugio nelle isole e sulle rive dei Caraibi, baciate dalla sua bocca fiammeggiante.
Là abitavano esseri bestiali che chiamavano gioco il peccato carnale e lo praticavano senza orari né contratti, ignoravano i dieci comandamenti e i sette sacramenti e i sette peccati capitali, andavano in giro nudi e avevano l’abitudine di mangiarsi fra di loro.
La conquista dell’America fu un duro e lungo lavoro di esorcismo. Il Maligno era così radicato in queste terre che quando sembrava che gli indigeni s’inginocchiassero devotamente di fronte alla Vergine, in realtà stavano adorando il serpente che lei schiacciava sotto il piede, e quando baciavano la Croce stavano celebrando l’incontro della pioggia con la terra.
I conquistatori compirono la missione di restituire a Dio l’oro, l’argento e le altre molte ricchezze che il Diavolo aveva usurpato. Non fu facile recuperare il bottino. Meno male che ogni tanto ricevevano qualche aiutino da lassù. Quando il signore dell’inferno preparò un’imboscata in una gola, per impedire il passaggio degli spagnoli verso il Cerro Rico de Potosí, un arcangelo scese giù dai cieli e gli diede una solenne bastonata.

Il Diavolo è ebreo

Hitler non inventò nulla. Da duemila anni, gli ebrei sono gli imperdonabili assassini di Gesù e i colpevoli di tutte le colpe.
Cosa? Gesù era ebreo? Ed erano ebrei anche i dodici apostoli e i quattro evangelisti? Come dice? Non può essere. Le verità rivelate sono oltre il dubbio: nelle sinagoghe il Diavolo fa lezione, e gli ebrei da sempre si dedicano a profanare ostie, avvelenare l’acqua santa, provocare bancarotte e diffondere pestilenze.
L’Inghilterra li espulse senza lasciarne nemmeno uno, nell’anno 1290, ma questo non impedì a Marlowe e a Shakespeare, che forse non avevano mai visto un ebreo, di creare personaggi che obbedivano al cliché del parassita sanguisuga e dell’avaro usuraio.
Accusati di servire il Maligno, nel corso dei secoli questi maledetti passarono da un’espulsione all’altra e da una strage all’altra. Dopo l’Inghilterra, furono espulsi in seguito dalla Francia, l’Austria, la Spagna, il Portogallo e molte città svizzere, tedesche e italiane. In Spagna avevano vissuto per tredici secoli. Si portarono via le chiavi delle loro case. C’è qualcuno che le ha ancora.
La colossale macelleria organizzata da Hitler fu il culmine di una lunga storia.
La caccia agli ebrei è sempre stato uno sport europeo.
Adesso i palestinesi, che non l’anno mai praticato, ne fanno le spese.

Il Diavolo è donna

Il libro Malleus Maleficarum, chiamato anche «Il martello delle streghe», raccomandava l’esorcismo più feroce contro il demonio che porta le tette e i capelli lunghi.
Due inquisitori tedeschi, Heinrich Kramer e Jakob Sprenger, scrissero, su incarico del Papa Innocenzo VIII, questo fondamento giuridico e teologico dei tribunali della Santa Inquisizione.
Gli autori dimostravano che le streghe, harem di Satana, rappresentavano le donne allo stato naturale, perché ogni incantamento proviene dalla lussuria carnale, che nelle donne è insaziabile. E avvertivano che quegli esseri dal bell’aspetto, tocco fetido e compagnia mortifera stregavano gli uomini e li attraevano, fischi di serpente, code di scorpione, per distruggerli.
Questo trattato di criminologia consigliava di sottoporre a tortura tutte quelle che erano in odore di stregoneria. Se confessavano meritavano il fuoco. Se non confessavano, pure, perché solo una strega, che nei sabba riceveva forza dal suo amante, il Diavolo, poteva resistere a un simile supplizio senza sciogliere la lingua.
Il Papa Onorio III aveva sentenziato:
– Le donne non devono parlare. Le loro labbra recano le stigmate di Eva, che fece peccare gli uomini.
Otto secoli dopo la Chiesa cattolica continua a negare loro il pulpito.
La stessa paura fa sì che i fondamentalisti musulmani gli mutilino il sesso e gli coprano il volto.
E il sollievo per il pericolo scongiurato spinge gli ebrei molto ortodossi ad iniziare la giornata sussurrando:
– Grazie, o Signore, per non avermi fatto donna.

Il Diavolo è musulmano

Dante sapeva già che Maometto era un terrorista. Non per niente lo ficcò in uno dei gironi infernali, condannato alla pena della mutilazione perpetua. Lo vidi lacerato – celebrò il poeta nella Divina commedia -, dalla barba fino alla parte inferiore del ventre…
Più di un Papa aveva compreso che le orde musulmane, che tormentavano la Cristianità, non erano costituite da esseri di carne e ossa, bensì erano un grande esercito di demoni che quanto più veniva colpito da lance, spade e archibugi, tanto più aumentava.
Ai giorni nostri, i missili producono molti più nemici di quanti non ne facciano fuori. Ma, in fin dei conti, che ne sarebbe di Dio senza nemici? La paura comanda, le guerre si nutrono di paura. L’esperienza prova che la minaccia dell’inferno è sempre più efficace della promessa del Cielo.
Nell’anno di grazia 1564, l’esperto in demonologia Johann Wier aveva contato i diavoli che stavano lavorando sulla terra, a tempo indeterminato, per la perdizione delle anime dei cristiani. Ce n’erano sette milioni quattrocentonovemilacentoventisette che agivano suddivisi in settantanove legioni.
Molta acqua bollente è passata, da quel censimento, sotto i ponti dell’inferno. Quanti sono, oggigiorno, gli inviati del regno delle tenebre? Le arti sceniche rendono difficile il conteggio. Questi imbroglioni continuano a usare i turbanti per occultare le loro corna, e lunghe tuniche nascondono le loro code di drago, le loro ali di pipistrello e la bomba che portano sotto il braccio.

Il Diavolo è nero

Come la notte, come il peccato, il nero è nemico della luce e dell’innocenza.
Nel suo celebre libro di viaggi, Marco Polo evocò gli abitanti dello Zanzibar: avevano una bocca molto grande, labbra molto carnose e il naso come quello di una scimmia. Andavano in giro nudi ed erano completamente neri, cosicché chiunque li avesse visti in qualsiasi altra regione del mondo avrebbe creduto che fossero diavoli.
Tre secoli dopo, in Spagna, Lucifero, dipinto di nero, entrava su un carro infuocato nei teatri pubblici e negli scenari delle fiere. Santa Teresa di Gesú, che visse combattendolo, non riuscì mai a toglierselo di torno. Una volta le si fermò accanto, ed era un negretto assolutamente abominevole. E un’altra volta lei vide che, mentre si sedeva sopra il suo libro di orazioni e le bruciava le preghiere, dal corpo nero gli usciva una grande fiamma rossa.
In America, che aveva importato milioni di schiavi, si sapeva che era Satana colui che suonava i tamburi nelle piantagioni, incitando alla disobbedienza, e che inoculava musica e dimenamenti e tremiti nei corpi dei suoi figli nati per peccare. Persino Martín Fierro, gaucho povero e disgraziato, si sentiva bene in confronto ai neri, che erano più fottuti di lui:
– Questi qua -diceva- il Diavolo li ha fatti per essere tizzoni dell’inferno.

Il Diavolo è povero

I poveri sono in agguato. In ognuno si nasconde un delinquente, forse un terrorista.
I padroni di nulla non riescono a mangiare e i padroni di qualcosa, per poco che sia, non riescono a dormire. Isole della decenza circondate dai turbolenti flutti della malavita: ruggiscono le onde che obbligano a vivere costantemente in allarme. Nelle città del nostro tempo, immense carceri che rinchiudono i prigionieri della paura, le fortezze dicono di essere case e le armature fanno finta di essere vestiti.
Stato d’assedio. Non si distragga, non abbassi la guardia, non si fidi: lei è statisticamente segnato, e prima o poi dovrà subire un assalto, un sequestro, uno stupro o un crimine.
Nei quartieri maledetti aspettano, accovacciati, rosi dall’invidia, rancorosi, gli autori della sua prossima disgrazia. Sono dei fannulloni, poveracci, ubriaconi, drogati, carne da macello o da prigione, gente senza denti, senza documenti, senza una via, senza destino.
E tuttavia, questi alunni incompresi fanno tutto il possibile per imitare i padroni del mondo, che stuprano la natura, sequestrano paesi, rubano salari e uccidono le folle.”

Eduardo Galeano, da “Specchi. (Una storia quasi universale)”, 2008

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