Musichiamo

L’uomo nero

14.11.2022
“Tu non mi conosci
Tu non mi hai mai visto
Sono l’uomo nero
Sono l’uomo giusto
Sono quello che ti lega le mani
Sono quello che ha rubato il tuo grande domani
Tu non mi conosci
Tu non puoi vedermi
Sono l’uomo nero io non ho contorni
Sono fatto di discorsi interrotti
Sono fatto di silenzio e di vetri rotti
Tu non mi conosci
Tu puoi solo odiarmi
Sono in tutti i tuoi silenzi nei tuoi anni
Sono quello che ti spezza il fiato
Sono quello che ti ferma appena sei partito
Tu non mi conosci e se mi guardi bene in faccia
Sono l’uomo nero che ti dà la caccia
Sono quello che sogna con i sogni tuoi
Sono quello che sogna mentre tu non puoi
Tu non mi cercare
Tu non puoi trovarmi
Sono nel silenzio dei tuoi giorni fermi
Sono quello Che non ti ha risposto
Sono quello che ti ha detto che per te non c’è posto
Tu non mi conosci tu non puoi capirmi
Sono il tuo dolore e non puoi guarirmi
Sono la porta che non puoi più aprire
Sono tutte le domande che non puoi più fare
Sono tuo padre io
Sono tua madre io
Sono il destino
Sono il muro di Berlino io
Sono qualcosa che si vive ti ammazza io
Sono un ingorgo fermo in fondo alla tazza
Sono il silenzio freddo della tua rabbia io
Sono il serpente fermo sotto la sabbia io
Sono il sorriso tra le labbra nere
Sono quel Dio che non puoi scordare
Tu non mi conosci e vedrai sarà meglio
Sono nelle notti che rimani sveglio
Sono il bianco e nero dei tuoi brutti sogni
Sono quello che ti fissa mentre ti vergogni
Tu non mi conosci ma sei sempre lo stesso
Cuore da latte la faccia da fesso
Anche se ti guardo io non vedo niente e
Anche se ti ascolto resti sempre un deficiente
Tu non mi conosci ma se stai più attento
Sono l’uomo nuovo che ti abbraccia contento
Io sono la speranza che ti rompe il culo
Sono il buio che ti strozza quando resti solo
Tu non mi conosci
Tu non puoi capirmi
Sono l’uomo nero
Tu non puoi guarirmi
Sono la porta che non puoi più aprire
Sono tutte le domande che non puoi più fare
Sono tuo padre io
Sono tua madre io
Sono il destino
Sono il muro di Berlino io
Sono qualcosa che se vive ti ammazza
Sono l’ingorgo fermo in fondo alla tazza
Sono il silenzio freddo della tua rabbia io
Sono il serpente fermo sotto la sabbia
Io sono il sorriso tra le labbra nere
Sono quel Dio che non puoi scordare
Sono tuo padre io
Sono tua madre io
Sono il destino
Sono il muro di Berlino io
Sono qualcosa che se vive ti ammazza
Io sono l’ingorgo fermo in fondo alla tazza
Silenzio freddo della tua rabbia io
Sono il serpente fermo sotto la sabbia
La colpa dentro ogni tuo senso
Sono la colpa io”
Piergiorgio Faraglia, 2015

Lascia un commento