Linguaggi

Filosofi in… versi

05.12.2022
“La filosofia non è che una poesia sofisticata.”
Michel de Montaigne, da “Saggi”
*****
Kierkegaard su Hegel
“Kierkegaard diceva di Hegel: ricorda qualcuno
che erige un enorme castello, ma vive
in una semplice capanna, lì nei pressi.
Così l’intelligenza abita in una modesta
stanza del cranio, e quegli stati meravigliosi
che ci furono promessi sono ricoperti
di ragnatele, per ora dobbiamo accontentarci
di un’angusta cella, del canto del carcerato,
del buonumore del doganiere, del pugno del poliziotto.
Abitiamo nella nostalgia: Nei sogni si aprono
serrature e chiavistelli. Chi non ha trovato rifugio
in ciò che è vasto, cerca il piccolo. Dio è il seme
di papavero più piccolo al mondo.
Scoppia di grandezza.”
Adam Zagajewski, “Kierkegaard su Hegel”, da “Dalla vita degli oggetti”, Poesie 1983-2005, 2012 – Traduzione di Krystyna Jaworska
*****
René Magritte, “Il castello dei Pirenei”, 1959
*****
Conversazione con Friedrich Nietzsche
“Illustrissimo Signor Nietzsche,
mi pare di vederla, sì,
sulla terrazza del sanatorio, all’alba,
quando cala la nebbia e il canto gonfia
la gola degli uccelli.
Non troppo alto, la testa a forma d’obice,
lei scrive un nuovo libro
e una strana energia le scorre intorno:
mi pare di vedere i suoi pensieri che danzano
come eserciti possenti.
Lei sa che Anna Frank dai neri capelli è morta
e così i suoi compagni e le compagne,
i coetanei, le amiche dei compagni
e i suoi cugini.
Vorrei chiederLe cosa sono le parole e cos’è
la chiarezza, perché mai le parole ardono
anche dopo cent’anni, nonostante il greve
fardello della terra.
È ovvio che non c’è nesso tra l’incanto
e il cupo dolore, la ferocia.
Esistono almeno due regni,
se non altri ancora.
Ma se Dio non esiste e nessuna forza
salda tra loro gli elementi,
che cosa sono le parole, da dove viene
quella luce interiore?
E da dove la gioia? Dove va il nulla?
Dove abita il perdono?
Perché i piccoli sogni svaniscono
al mattino, e quelli grandi crescono?”
Adam Zagajewski, da “La Tela, 1990”, in “Dalla vita degli oggetti”, Poesie 1983-2005, 2012 – Traduzione di Krystyna Jaworska
*****
Amici
“Amici, non ci sono amici!” così gridò il
saggio morente;
“Nemici, non ci sono nemici!” – grido io, lo
stolto vivente.
Friedrich Nietzsche, da “Umano, troppo umano”, in “Friedrich Nietzsche. Poesie”, 2019, a cura di Susanna Mati 
*****
La mia felicità
“Da quando fui stanco di cercare,
imparai a trovare.
Da quando un vento mi fu avverso,
navigo con tutti i venti.”
Friedrich Nietzsche, da “La gaia scienza”, in “Friedrich Nietzsche. Poesie”, 2019, a cura di Susanna Mati 
*****
Ecce homo
“Sì! So da dove vengo!
Insaziato come la fiamma
ardo e mi consumo.
Luce diventa tutto ciò che tocco,
carbone tutto ciò che lascio:
di sicuro io sono fiamma.”
Friedrich Nietzsche, da “La gaia scienza”, in “Friedrich Nietzsche. Poesie”, 2019, a cura di Susanna Mati 
*****
Stavo sul ponte (Dedicata a Venezia)

“Stavo sul ponte,
poco tempo fa, nella notte bruna.
Di lontano giungeva un canto:
gocce d’oro affioravano
sulla superficie vibrante.
Gondole, luci, musica –
ebbre nuotavano via nel crepuscolo…

La mia anima, strumento a corde,
cantò per sé, a un tocco invisibile,
una canzone di gondolieri,
tremando alla variopinta beatitudine.
– L’ha udita qualcuno?…”

Friedrich Nietzsche, da “Nietzsche contra Wagner”, in “Friedrich Nietzsche. Poesie”, 2019, a cura di Susanna Mati 

 

 

*****

 

Oh uomo! Stai attento!

 

Oh uomo! Stai attento!
Cosa dice la profonda mezzanotte?
“Dormivo, dormivo –,
Da un sonno profondo mi sono svegliata: –
Il mondo è profondo,
E più profondo di quanto abbia pensato il giorno.
Profondo è il suo dolore –,
Piacere – ancor più profondo del dolore:
Il dolore dice: Passa!
Ma ogni piacere vuole eternità –,
– vuole profonda, profonda eternità!”

 

Friedrich Nietzsche, da “Così parlò Zarathustra”, in “Friedrich Nietzsche. Poesie”, 2019, a cura di Susanna Mati 

 

*****

 

Friedrich Nietzsche

 

*****

 

Epimenide

 

Un raggio obliquo distende
alcuni metri d’ombra
oltre il pensiero possibile.
È contorto l’oblio di questi meandri:
una vera e falsa menzogna
generò tutto il mondo tramontato.
Io traggo la memoria dal pensiero vuoto,
ma ora che ogni dubbio è raddoppiato
dormirò per molto tempo
nel sepolcro di colui che visse invano.

 

Giovanni Strocchi, “Epimenide”, da “Socrate il cinico”

 

*****

Troppo filosofico
“Com’è spettrale la mia vita
nell’affondare e nel risalire.
Sempre mi vedo far cenni a me stesso
e a me stesso sfuggire.
Mi scopro risata, tristezza
profonda, selvatico
intrecciatore di discorsi
e tutto ciò affonda nell’abisso.
In nessun tempo forse
vi è stata giustizia.
Sono destinato a vagare
in spazi dimenticati.”
Robert Walser, “Troppo filosofico”, da “Poesie”, Traduzione di Antonio Rossi, 2019

 

*****

Massimo Ravera

 

 

*****

L’artefice
“Siamo il fiume che invocasti, Eraclito.
Siamo il tempo. Il suo corso intangibile
Va trascinando leoni e montagne,
Lacrime d’amore, cenere del piacere,
Insidiosa speranza interminabile,
Lunghi elenchi di regni che son polvere,
Esametri dei greci e dei latini,
Lugubre un mare al sorgere dell’alba,
Il sogno, questo assaggio della morte,
Il guerriero e le armi, monumenti,
I due volti di Giano che s’ignorano,
I labirinti di avorio tramati
Dalle pedine sopra la scacchiera,
La rossa mano di Macbeth che può
Insanguinare i mari, la segreta
Fatica degli orologi nell’ombra,
Un incessante specchio che si guarda
In un altro e nessuno che li veda,
Bulinate incisioni, segni gotici,
Una sbarra di zolfo in un armadio,
Opprimenti rintocchi dell’insonnia,
Aurore e crepuscoli e tramonti
Echi, risacca, sabbia, lichene, sogni.
Altro non sono che codeste immagini
Che il caso mescola e che il tedio nomina.
Con esse, benché cieco e frantumato,
Devo limare il verso incorruttibile
E (mio dovere) salvarmi.”
Jorge Luis Borges, “L’artefice”, da “La cifra”, 1982 – Traduzione di Domenico Porzio
*****

In evidenza: Foto di Sonia Simbolo

Lascia un commento