Linguaggi

Natale sotto l’albero

31.12.2022

“Degli alberi di Natale ammiro quel loro riuscire a brillare comunque,

senza mai mostrare il benché minimo rimpianto
di non possedere radici.”
Andrea Lerario
*****
Olga Kvasha (Ucraina)
*****
Un abete speciale
“Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.”
Gianni Rodari, “Un abete speciale”, da “Filastrocche in cielo e in terra”, 1960
*****
Franz Krüger, “Padre e figlio in cerca di un albero di Natale”, XIX sec.
*****
Il pianeta degli alberi di Natale

 

“Dove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata
Presto, presto, adunata, si va
nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.
Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.

Crescono. sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.

In piazza c’è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, il padrone
ti fa l’inchino e dice: « Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore… »

Che belle vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
cosi ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.

Un bel Pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?”

 

Gianni Rodari, “Il pianeta degli alberi di Natale”, da “Filastrocche in cielo e in terra”, 1960

 

*****

Felix Ehrlich,  “Christmas” , 1889
*****
A Natale l’albero
“Lo abbiamo separato
dal bosco
perché splendesse,
la sua solitudine,
come una cometa
nella nostra casa,
e la dicesse erede
d’un semplice mistero,
perché la sofferenza
delle sue radici
ne facesse il Nume
propizio allo scambio
del dono e degli affetti,
e noi fossimo,
dinanzi a lui,
ad un tempo
Magi e neonati.”
Tonino Milite,  “A Natale l’albero”, in Mario Calabresi, “L’albero, il bambino e il poeta”
*****
Mishel Aleqyan
*****
Segni
Sotto la nevicata di Natale
l’albero ha collassato e volge a terra
la sua chioma imbiancata.
La ferita nel legno chiama il cielo
a rendere ragione del dolore:
“Abbà, di quale annuncio sono segno?”
Ma dentro il buio della notte antica
l’agonia si consuma nel silenzio
e solo un pianto, come un belato lieve
vago s’abbraccia ai fiocchi della neve.
Da lontano una coda luminosa
serpeggia tra le nubi e s’avvicina
con mosse brevi e brevi vibrazioni
cesella nella luce il suo messaggio
poi sulla morta chioma lo depone:
“Uomini e donne che volete il bene
non scordatevi il peso del candore.”
Silvana Sonno, “Segni”
*****

Nell’immagine: Pascal Campione Art

Lascia un commento