Pensieri

Fare l’insegnante…

11.01.2023
“Fare l’insegnante non è fare il missionario, la madre o altro.
Fare l’insegnante è essere insegnante e questa figura richiede diverse qualità: professionalità, empatia, pazienza, amore, passione, desiderio di rinnovamento, capacità di leggere l’anima di tutti gli alunni e quando serve anche dei genitori, parte integrante della scuola.
Però…
Se lo fai per i soldi, non farlo (vista la misera busta paga rispetto al resto d’Europa).
Se lo fai per avere un posto fisso o un lavoro sicuro, lascia perdere.
Se lo fai perché sei convinto che dopo la laurea non dovrai più studiare, sappi che non smetterai mai di aggiornarti, di seguire corsi vari di formazione (sai…la cultura digitale…la cittadinanza è costituzione, l’educazione civica e l’educazione all’affettività).
Se quando vedi un bambino un po’ timido, un po’ in disparte, un po’ sfiduciato, non ti viene l’istinto di andare lì ad abbracciarlo, a dirgli: “Dai, proviamoci insieme”, “Dai che sei capace, riproviamo ancora”, è meglio se ti trovi qualcos’altro.
Se lo fai per i mesi di vacanza a disposizione, non farlo (ci vuole molto di più per riposare).
Se non ci credi tu per primo, che qualcosa possa cambiare, se sei di quelli ormai rassegnati, lascia perdere.
Se poi lo fai perché hai studiato e non hai trovato altro, assolutamente no!!! Perché nonostante le arrabbiature, nonostante la demotivazione che a volte ci assale, nonostante l’impressione di non fare abbastanza per i nostri alunni, non c’è lavoro più bello di questo.
Insegnare è un po’ amare, abbracciare, accogliere, progettare un mondo migliore dove non sei tu il protagonista ma l’alunno che stai formando, educando, amando.
Perché questo…
Questo non è un lavoro che fai quando non c’è altro. Lo fai quando non c’è altro che vorresti mai fare.
Enrico Galiano
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Nell’immagine: Simon Glücklich, “The Homework”

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