Affabulazioni

Cuore di cane

12.01.2023
“Improvvisamente fu colpito da un ricordo. Chissà perché gli tornò lucida alla mente un ricordo della sua infanzia: l’immenso cortile soleggiato, vicino alla barriera Preobražènskaja. Schegge di sole sulle bottiglie, mattoni rotti, cani randagi.
– No, macché libertà, da qui non me ne andrò. Perché mentire? – pensò il cane tirando su mestamente con il naso – Ormai mi sono abituato, sono un cane da signori, sono un intellettuale, ho provato la dolce vita. E poi cos’è mai la libertà? Fumo, miraggio, finzione…vaneggiamenti di questi sciagurati democratici.
La penombra del bagno gli fece paura, si mise a ululare gettandosi contro la porta e graffiandola.
– Uuuuuuuhhh! – rintronava in tutto l’appartamento.
– Farò di nuovo a pezzi la civetta – pensò il cane con rabbia impotente. Poi si sentì mancare; se ne stette per un po’ sdraiato e quando si alzò, avvertì che gli si rizzava il pelo: chissà perché nella vasca da bagno gli era parso di vedere gli occhi repellenti di un lupo.
Era al colmo della sofferenza quando si riaprì la porta. Pallino uscì scuotendosi e si diresse cupamente in cucina, ma Zina lo tirò con insistenza per il collare, verso l’ambulatorio. Il cane sentì un brivido al cuore”.
Michail Bulgakov, da “Cuore di cane”, 1925
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Nell’immagine: Puppy Wolf Reflection – Diamond Painting

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