Pensieri

Lieh-Tzu

15.01.2023
“C’era un uomo che, avendo perduto un’ascia, sospettò il figlio del vicino. Lo osservò muovere i passi: aveva rubato l’ascia. Ne osservò l’espressione: aveva rubato l’ascia. Ne scrutò le parole e i discorsi: aveva rubato l’ascia. Nelle sue azioni e nel suo comportamento tutto diceva che aveva rubato l’ascia.
Improvvisamente ritrovò l’ascia scavando nella sua valle. Il giorno dopo osservò di nuovo il figlio del vicino: nelle sue azioni e nel suo comportamento nulla faceva supporre che avesse rubato l’ascia.”
«Mentre Lieh-tzu studiava il tiro con l’arco colpì il centro del bersaglio. Ne chiese a Yin del valico, che gli disse: – Sai in che modo si colpisce il centro del bersaglio ?
– Non lo so – rispose l’altro.
– Non sei ancora maturo – disse Yin del valico.
Lieh-tzu si ritirò e si esercitò. Dopo tre anni ne riferì di nuovo a Yin del valico, che gli chiese: – Sai in che modo si colpisce il centro del bersaglio ? –
– Lo so – rispose Lieh-tzu.
– Va bene – disse Yin del valico. – Conserva questa conoscenza e non perderla. Non si applica soltanto al tiro con l’arco: è così anche nel governare lo stato e la propria persona. Perciò l’uomo santo non investiga il sopravvivere o il perire, ma il perché è così.-»
Lieh-Tzu (V-IV sec a. C.), da “Il vero libro della sublime virtù del cavo e del vuoto”

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