Affabulazioni

Provare il deserto

10.02.2023
“Si è allontanato dai villaggi. Verso sera, raggiunge il deserto, s’infossa nella sua enfiagione. Si libra nel mutismo dello spazio. Dorme a tratti. Le costellazioni ruotano lente. Poi la luminaria notturna del cielo si estingue nel pallore dell’alba.
Addossato a una pietra fredda mira la nascita della luce. Sente montare il tepore, poi la febbre, sorda. Non mangia più. Il caldo lo morde. Occhi offesi dall’eclatante chiarezza del giorno. Bisogno di cocci d’ombra per sopravvivere, cambiare posto secondo l’ora.
Finché il sole non smette di vibrare come una freccia allo zenit. Azzurro ferito a morte. Il caos del suolo precipita nel pozzo delle altezze e l’anima nell’incoscienza.
Istanti improvvisi. Lo scorpione sotto la roccia. Un respiro tra i piedi impolverati, lapidazione di sabbia.
Anche il sole è stanco. Disarmato dai raggi, la brace è sospesa e bianca, poi crolla.
Ed è ancora notte, fredda, sotto un cielo di pietre tremolanti e sillogi di meteore.
Insonnia fino al piccolo mattino, fino all’abisso del sonno senza sogni, e rinvenire in pieno giorno.
Davanti a me si distende l’avvenire. Dietro di me le indistruttibili mura del passato. Chiudo gli occhi. Ti attendo.
Silenzio. Una frattura nel silenzio. Il tuo passo è leggero.”
Jean Grosjean, da “Le lueur des jours”, 1991
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Foto  in evidenza: Franco Fontana

 

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