Fosforescenze

Un muro…

22.10.2023
Scrive il pittore: “Un muro…”
io tutti li vedo a colori,
blu, viola, giallo, verde, arancione
o un insieme che li riassorbe tutti,
può essere metafora anche il muro,
come il verso un colore e la scritta:
“Non spogliare le parole delle albe”.
Sonia Elvireanu, da “Le regard… un lever de soleil” – Traduzione di Giuliano Ladolfi
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“Ognuno è prigioniero di sé e nulla scrive se non sui muri della propria prigione.”
Joë Bousquet, “Aforismi inediti”, in Adriano Marchetti (a cura di), “Moralisti francesi”, 2008
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“Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori!”
Italo Calvino, da “Il barone rampante”, 1957
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“Il muro è la pubblicità che si sottrasse sempre alla censura – è là dove fu consegnata la pura opinione popolare.”
Carlo Dossi, da “Note azzurre”
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“Non voglio che la mia casa sia circondata di mura da tutte le parti e che le mie finestre siano tappate. Voglio che le culture di tutti i paesi spazino per la mia casa con la massima libertà possibile.”

Mohandas Gandhi, da “Antiche come le montagne”, 1958 (postumo)
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“Non bastano i muri e il tetto a fare la casa dall’uomo.”
Arturo Graf, da “Ecce Homo”, 1908
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“Recinti steccati barriere muraglie confini, simboli deprimenti di un’umanità prigioniera di gretti egoismi e forieri dei ghetti, dei lager dal filo spinato e di inquietanti stimoli alle menti corazzate di ottusità.”
Alessandro Morandotti, da “Minime”, 1979/80
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“Dobbiamo usare il futuro come motore che ci spinge avanti e non come un muro contro il quale sbattere.”

Giorgio Nardone, da “Cambiare occhi toccare il cuore”, 2007
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“La gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente… dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni d’individui, tutti eguali, ignari dell’esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi.”
George Orwell, da “1984”, 1949
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“Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l’indifferenza o l’attenzione dei passanti.”
Aldo Palazzeschi, da “Spazzatura”, 1915
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“Se la vita non ci ha dato altro che una cella di reclusione, facciamo in modo di addobbarla, almeno, con le ombre dei nostri sogni, disegni multicolori che scolpiscono il nostro oblio sull’immobile esteriorità dei muri.”
Fernando Pessoa, da “Il libro dell’inquietudine”, 1982 (postumo)
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“L’obbiettivo del muro [di Berlino]: evitare che il popolo della Germania socialista potesse scappare nel mondo normale. Il muro fu costantemente perfezionato e rinforzato, trasformato da un normale muro in un sistema insormontabile di ostacoli, trappole, segnali elaborati, bunker, torri di guardia, tetraedri anti carro e armi a sparo automatico che uccidevano i fuggitivi senza bisogno di intervento da parte delle guardie di confine. Ma più lavoro, ingenuità, denaro e acciaio i comunisti mettevano per migliorare il muro, più chiaro diventava un concetto: gli esseri umani possono essere mantenuti in una società comunista solo con ostruzioni impenetrabili, filo spinato, cani e sparandogli alle spalle. Il muro significava che il sistema che i comunisti avevano costruito non attraeva ma repelleva.
Viktor Suvorov, da “L’ombra della Vittoria”, 2002
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“Qualunque cosa si faccia e ovunque si vada, dei muri ci si levano intorno creati da noi, dapprima riparo e subito prigione.”
Marguerite Yourcenar, da “Archivi del nord”, 1977
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In evidenza: Foto di Sonia Simbolo

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