“L’opera non ha mai le carte in regola: essa entra di soppiatto, poi domanda asilo.
Alla frontiera, il traduttore la fa passare per suo figlia adottiva. Ma se la riveste del costume folkloristico del suo nuovo paese, essa prende freddo, languisce e si spegne per cachessia.”
François Vaucluse, da “L’arte di tradurre”, 2007 – Traduzione di Fabrizio Caramagna
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“Vi sono testi in cui l’adesione iniziale ai rischi emotivi e intellettuali di un’alternità non definita e resistente prosegue vitale e scrupolosa fino al prodotto finito. Vi sono traduzioni che sono atti supremi di esegesi critica, in cui la comprensione analitica, l’immaginazione storica, la competenza linguistica articolano una valutazione critica che è al contempo un’esposizione assolutamente lucida e responsabile. Vi sono traduzioni che non soltanto rappresentano la vita integrale dell’originale, ma che la raffigurano arricchendo ed ampliando gli strumenti operativi della propria lingua. Infine – anche se si tratta di un caso assolutamente eccezionale – vi sono traduzioni che reintegrano, che raggiungono un equilibrio e una stabilità di equità radicale tra due opere, due lingue, due comunità di esperienza storica e di sensibilità contemporanea. Per una traduzione, realizzare tutti e quattro gli aspetti pienamente e in egual misura è, ovviamente, ‘un miracolo di rara invenzione'”. “
George Steiner, da “Dopo Babele”, 1984
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“Le traduzioni sono come le donne. Quando sono belle non sono fedeli, e quando sono fedeli non sono belle.”
Carl Bertrand, in “Dante Alighieri, Divina Commedia”, (prefazione), 1887
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Joan Miró, “Escargot, Femme, Fleu, Etoile”, 1934
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“Le traduzioni, ha detto qualcuno, se vogliono essere belle, debbono anche essere infedeli. Perché? Proprio perché è cattivo traduttore quello che, volendo restare fedelissimo al testo, adopera alla fine un italiano contorto e striminzito, che infastidisce il lettore. Una certa dose di libertà occorre, se si vuol rendere in bell’italiano un bello scritto straniero. Fedeltà allo spirito più che alla lettera.”
Luciano Bianciardi, da “Il traduttore”, 1969
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“L’originale è infedele alla traduzione.”
Jorge Luis Borges, da “Sopra il Vathek di William Beckford”, in “Altre inquisizioni”, 1952
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“Traduzioni: variazioni sul valzer del Diabelli o pròtesi del testo, non c’è via di mezzo. Se la traduzione è una pròtesi, deve averne la modestia.”
Gesualdo Bufalino, da “Il malpensante”, 1987
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“Simile all’abate Vella, patrono dei traduttori, io invento un senso a un testo che non conosco: me stesso.”
Gesualdo Bufalino, , da “Il malpensante”, 1987
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“La Bibbia, l’Odissea, poco importa tradurle male. Sono invulnerabili. Traboccano da ogni dove, come il sole attraverso una rete.”
Gesualdo Bufalino, da “Bluff di parole”, 1994
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“Trasposizione in un’altra lingua di pensieri di cui ci si è occupati per più di venti anni. La loro insoddisfazione perché non sono nati in questa lingua. Il loro ardire si spegne, si rifiutano di irraggiare luce. Trascinano dietro cose che non c’entrano e lasciano cadere cose importanti per strada. Impallidiscono, cambiano colore. Si presentano vili e guardinghi, l’angolatura sotto cui apparvero in origine è per loro perduta. Avevano il volo di uccelli rapaci, ora svolazzano come pipistrelli. Correvano come ghepardi, ora strisciano come bisce. Serve a rendere umili pensare che proprio in questa riduzione, in questa diminuzione ed evirazione, hanno più probabilità di essere capiti!”
Elias Canetti, da “La provincia dell’uomo”, 1973
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“Lo spirito di una lingua si manifesta chiaramente soprattutto nelle parole intraducibili.”
Marie von Ebner-Eschenbach, da “Aforismi”, 1880
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“Che cosa vuole dire tradurre? La prima e consolante risposta vorrebbe essere: dire la stessa cosa in un’altra lingua. Se non fosse che, in primo luogo, noi abbiamo molti problemi a stabilire che cosa significhi “dire la stessa cosa”, e non lo sappiamo bene per tutte quelle operazioni che chiamiamo parafrasi, definizione, spiegazione, riformulazione, per non parlare delle pretese sostituzioni sinonimiche. In secondo luogo perché, davanti a un testo da tradurre, non sappiamo quale sia la cosa. Infine, in certi casi, è persino dubbio che cosa voglia dire dire.”
Umberto Eco, in “Dire quasi la stessa cosa”, 2003 (Introduzione)
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René Magritte, “La génération spontanée”, 1937
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“Già la pura e semplice possibilità del tradurre mostra che a fondamento di tutte le lingue vi è un’unica segreta lingua originaria, la lingua dello spirito umano.”
Walther Kranz, da “Die griechische Philosophie”, 1955
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“Tradurre in un’altra lingua un’opera della lingua vuol dire che uno si toglie la pelle, passa il confine e là indossa il costume del paese.”
Karl Kraus, da “Pro domo et mundo”, 1912
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“Lo scrittore che si sforza di sorvegliare le traduzioni dei suoi romanzi corre dietro alle innumerevoli parole come un pastore dietro a un gregge di pecore brade; triste figura ai propri occhi, ridicola agli occhi degli altri.”
Milan Kundera, da “L’arte del romanzo”, 1986
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“Come tradurre i sospiri in altre lingue?”
Stanisław Jerzy Lec, da “Pensieri spettinati, 1957
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“Ogni bellezza principale nelle arti e nello scrivere deriva dalla natura e non dall’affettazione o ricerca. Ora il traduttore necessariamente affetta, cioè si sforza di esprimere il carattere e lo stile altrui, e ripetere il detto di un altro alla maniera e gusto del medesimo. Quindi osservate quanto sia difficile una buona traduzione in genere di bella letteratura, opera che dev’esser composta di proprietà che paiono discordanti e incompatibili e contraddittorie. E similmente l’anima e lo spirito e l’ingegno del traduttore. Massime quando il principale o uno de’ principali pregi dell’originale consiste appunto nell’inaffettato, naturale e spontaneo, laddove il traduttore per natura sua non può essere spontaneo. Ma d’altra parte quest’affettazione che ho detto è così necessaria al traduttore, che quando i pregi dello stile non sieno il forte dell’originale, la traduzione inaffettata in quello che ho detto, si può chiamare un dimezzamento del testo, e quando essi pregi formino il principale interesse dell’opera, (come in buona parte degli antichi classici) la traduzione non è traduzione, ma come un’imitazione sofistica, una compilazione, un capo morto, o se non altro un’opera nuova.”
Giacomo Leopardi, da “Zibaldone”, postumo 1898/1900
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“Tradurre poesia non è arido esercizio accademico e filologico sulle complicazioni grammaticali e sintattiche di una lingua. Tradurre poesia è sforzo per comprenderla, è quasi riviverla. Basta solo (ma è indispensabile) avere col poeta il denominatore comune della posizione dell’uomo nei confronti della vita.”
Joyce Lussu, da “Tradurre poesia”, 1967
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René Magritte, “La clef des songes”, 1930
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“[Tradurre] è un’arte affine a quella dei grandi attori; è alchimia, conversione in oro di elementi altrui.”
Rainer Maria Rilke, in “Carl Burckhardt, Incontro con Rilke”, 1944
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“Guai a quelli che fanno traduzioni letterali, e traducendo ogni parola snervano il significato. È ben questo il caso di dire che la lettera uccide e lo spirito vivifica.”
Voltaire, da “Lettere filosofiche”, 1734
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Immagine in evidenza: Charles Emmanuel Bizet, “Natura morta con libri, penna, calamaio e lettera”