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Quando la poesia si ispira alla pittura: Ariel Rosé e John Constable

13.05.2026
Chiaroscuro. Flatford Mill
“Si trattava solo di questo, Maria, in ogni libro
riconoscere il paesaggio della propria coscienza:
la corteccia crepata del frassino, la dolce mora, la pietra
muscosa, la strada in salita, il fango e il cielo, che
domina su tutto.
Solo questo volevo dirti nella lingua
del vento, descrivere la storia delle nuvole, la profezia
nascosta nel mio passato: la casa sul fiume,
il ponte di legno, il vecchio barcone con cui trasportano
orzo e segale.
Non ho potuto far niente di più che provare
a mostrare la verità, e non è un’arte facile da apprendere:
la luce sul fiume che ti porta via, l’acqua
cosi morbida, i rami si immergono
nella profondità dell’ombra.”
Ariel Rosé (poeta polacco-norvegese), “Chiaroscuro. Flatford Mill”, da “Nord Parabole”, 2019 – Traduzione di Giovanni Agnolon
(“Flatford Mill”, ossia “Il Mulino di Flatford” è un  olio su tela che John Constable cominciò a dipingere nel  1816 per una mostra che si sarebbe tenuta l’anno successivo presso la Royal Academy, come lo stesso Constable precisa in una lettera  inviata alla sua fidanzata  (e futura moglie) Maria. Conservato  presso la Tate Britain di Londra, il quadro riproduce la campagna attorno al fiume Stour, nella regione del Suffolk, dove il pittore era nato e aveva trascorso la sua infanzia. In lontananza, si intravede  il mulino di Flatford,  che era di proprietà della famiglia di Constable)
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Nell’immagine: John Constable, “Flatford Mill”, 1816 

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