«Ogni comunità ha i suoi confini, il suo senso del fuori e del dentro, e l’impostore (“trickster”) è sempre lì alle porte della città o alle porte della vita, facendo in modo che ci sia sempre scambio. Egli presiede anche ai confini attraverso cui i gruppi articolano la loro vita sociale. Distinguiamo costantemente giusto e sbagliato, sacro e profano, pulito e sporco, maschio e femmina, giovane e vecchio, vivente e morto, e ogni volta l’impostore varcherà la linea e confonderà le distinzioni. Egli incorpora dunque l’ambiguità e l’ambivalenza, la doppiezza e la duplicità, la contraddizione e il paradosso.»
(Lewis Hyde, da “Trickster Makes the World”)
“ROH.
Loge heisst du,
doch nenn’ich dich luge!”
“Loge ti chiami, ma bugia io ti chiamo!”
(R. Wagner, in “Das Rheingold” – Traduzione di Guido Manacorda)
Loki è «annoverato tra gli Asi *» senza essere esattamente un Ase; vive con loro e all’occasione è definito «l’Ase che ha nome Loki», «l’Ase astuto», ecc. Compagno di Odinn nei suoi viaggi, come anche di Bórr nelle sue spedizioni, egli gode di una meritata reputazione di ingegnosità e in generale, spontaneamente o su richiesta, pone questa ingegnosità al servizio dei suoi che, senza di lui, si troverebbero a mal partito. In particolare, non si mette mai al servizio di un gigante a cuor leggero, né sino in fondo. Ma parecchi aspetti fanno di lui un Ase del tutto a sé. Non solo è fisicamente piccolo di statura, ma non è legato da parentela con nessuno degli Asi; di Odinn è solo «fratello per giuramento»; di suo padre e di sua madre, dei suoi fratelli conosciamo soltanto i nomi che, nonostante l’oscurità della maggioranza di essi, indicano una famiglia singolare, e suo padre è definito «gigante». Dagli altri Asi è trattato come un inferiore, di cui ci si serve, che si fa trottare, che si minaccia. Riceve e accetta il ruolo di messaggero, esploratore, servitore, tagliatore di carne, e anche di buffone. Compare al momento giusto, nel luogo voluto, è abilissimo a fuggire, a «squagliarsela». Ha relazioni particolari con il mondo inferiore, con il sottosuolo. Possiede sui monti una misteriosa casa-osservatorio. Ha anche rapporti con il fuoco. Unico tra gli Asi, possiede un’inquietante capacità di metamorfosi, soprattutto in animale (mosca, foca, giumenta, salmone…) e mette al mondo esseri strani, che in generale suscitano timore negli dèi (il lupo Fenrir, il Grande Serpente, Hel; e anche il cavallo di Odinn, Sleipnir). Ha un gusto particolare per le metamorfosi in donna o in femmina, con le conseguenze fisiologiche che esse comportano. È ingegnoso, creativo, ma non vede lontano: preso dall’impulso o dall’immaginazione o dalla passione del momento, è sorpreso dagli effetti delle sue azioni, cui cerca subito di porre rimedio. È tracotante e spaccone. E insaziabilmente curioso, curioso di osservare, di indagare, e anche di esplorare; è sempre a caccia di notizie ed è indiscreto. Si sposta più facilmente e più volentieri degli altri Asi: più di tutti si serve del «piumaggio» di Freyja e possiede un paio di stivali che gli permettono di correre nell’aria e nell’acqua. E lui, talvolta, a trascinare Bórr dai giganti lungo vie che egli ha dapprima perlustrato.
Georges Dumézil, da “Loki”, 2026 – Traduzione di Silvia Spinnler, con il contributo di Bianca Candian
*Nota: Nella mitologia norrena, gli Asi sono divinità celesti
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In evidenza: Loki o Loptr in un manoscritto islandese del XVIII secolo



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