Un aviatore irlandese prevede la sua morte
“Io lo so che sarà là, da qualche parte tra le nuvole,
sarà là che incontrerò alla fine il mio destino;
io non odio questa gente che ora devo combattere,
e non amo questa gente che io devo difendere;
il mio paese è Kiltartan Cross,
la mia gente i suoi contadini,
nulla di tutto ciò può renderli più o meno felici.
Nè la legge nè il diritto mi spinsero a combattere,
non fu la politica, né l’applauso della folla.
Un impulso di gioia fu, un impulso solitario
che mi spinse un giorno a questo tumulto fra le nuvole;
nella mia mente ho tutto calcolato, tutto considerato,
e gli anni a venire mi sono sembrati uno spreco di fiato,
uno spreco di fiato gli anni che ho passato
in paragone a questa vita, a questa morte.”
Angelo Branduardi, “Un aviatore irlandese prevede la sua morte”, dall’album “Branduardi canta Yeats”, 1986 – Traduzione di Luisa Zappa Branduardi
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An Irish Airman Foresees His Death
“So bene che incontrerò il mio destino
Da qualche parte, lassù fra le nuvole;
Io non odio coloro che combatto,
E non amo coloro che difendo; il mio paese
Si chiama Kiltartan Cross, e i miei compaesani
Sono i pezzenti di Kiltartan, e nulla può accadere
Che possa menomarli, o che li possa
Rendere più felici che in passato.
Né legge né dovere mi costrinsero alla guerra,
Non gli uomini politici, non le folle plaudenti,
Un impulso di gioia solitario
Mi guidò a questa furia fra le nuvole;
Ho valutato ogni cosa, mi sono chiesto tutto,
Gli anni avvenire mi parvero uno spreco di fiato,
Uno spreco di fiato gli anni ormai passati,
In equilibrio con questa vita, con questa morte.”
William Butler Yeats, “An Irish Airman Foresees His Death”, da “The Wild Swans at Coole” (“I cigni selvatici a Coole”) 1919 – Traduzione di Roberto Sanesi
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In evidenza: Tullio Crali, “Aeropittura di squadriglia vittoriosa”, 1942




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