Lascia andare…

“Sono una persona eccitabile che capisce la vita solo liricamente, musicalmente, in cui i sentimenti sono molto più forti della ragione. Sono così assetata di meraviglioso che solo il meraviglioso ha potere su di me. Ciò che non si può trasformare in qualcosa di meraviglioso, bisogna lasciarlo andare. La realtà non mi impressiona. Credo solo nell’ebbrezza, nell’estasi, e quando la vita ordinaria mi imbriglia, scappo, in un modo o nell’altro. Niente più muri.”
Anaïs Nin, da “Diario”, Vol. I, 1931-1934
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C’è solo da lasciar andare
“C’è solo da lasciar andare
e farlo è un processo lungo
di passi avanti e qualche passo indietro.
Non mi cruccio più per i miei passi indietro.
Non mi rimprovero i momenti in cui perdo “l’indifferenza per il perdere”.
Ogni passo indietro che riaccende la rabbia
è una strada per ritrovare un dolore
che dovevo
non fuggire no
ma toccare
attraversare
per fare di nuovo pulizia.
Ogni volta è come traslocare all’improvviso.
Prendi solo quello che serve
poco
lasci il resto
e prendi solo te stesso
e ti attende una casa più piccola,
più dentro, senza posto
per il superfluo che è accaduto,
il furto, la rapina, la menzogna
è tutto superfluo.
Non serve nella mia nuova piccola casa di stamattina.
Qui bisogna sempre stare attenti a non accumulare
perché l’infinito non ha angoli
e tutto si mostra
tutto diventa ingombrante
anche il più piccolo granello velenoso di rancore o di impazienza
rischia di rubare luce.
Se accumulo non resterà spazio per me
e dovrò starmene fuori a prendermela con il sole e la pioggia,
con la vita
per non avere un riparo.
Invece io il riparo ce l’ho dal primo giorno.
E anche tu.
Ce l’abbiamo come un corredo
preparato e chiaro
composto nel silenzio.
Chiede solo di essere abitato.
Manuela Toto, da “Sotto le scale – parole per l’indipendenza emotiva”, 2023
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Noell Oszvald, “Destiny”
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Lascia andare

 

 

“Lascia andare i modi in cui  pensavi che si sarebbe svolta la tua vita
l’attaccamento ai piani, ai sogni o alle aspettative – lascia andare tutto.
Conserva le forze per nuotare con la marea.
La scelta di combattere ciò che hai ora di fronte
avrà come risultato solo fatica, paura e tentativi disperati
di fuggire da quella stessa energia che tanto desideri. Lascia andare.

Lascia che tutto vada e fluisca con la grazia che invade
i tuoi giorni sia che tu la riceva gentilmente
o con i peli dritti per difenderti dagli invasori.
Fidati: la mente potrebbe non trovare mai le spiegazioni che cerca,
ma andrai avanti lo stesso.

Lascia andare, e la cresta dell’onda
ti porterà verso spiagge sconosciute,
oltre ai tuoi sogni più selvaggi,
alle destinazioni più impensate.
Lascia che tutto vada e trovi un posto dove riposare e stare in pace,
e una trasformazione certa.

 

 

Danna Faulds, “Let it go”, da “Go In and In. Poems from the Heart of Yoga”, Morris Press. Traduzione di Carolina Traverso

 

 

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Lascia andare via
“Lascia andare via
chi non regge nemmeno
un colpo di silenzio,
chi non conosce la lingua degli occhi,
lascia andare chi confonde
il verbo amare con il verbo guardare
chi non ha occhi di riguardo
chi non si prende del tempo vuoto
chi non pratica il mare anche d’inverno
lascia andare via
chi non è capace
di correre sui campi emotivi,
chi ha il cuore solo a forma di sabato
e non si ferma mai a raccogliere
la lentezza stupenda del lunedì,
lascia andare chi non conosce l’odore del bosco
chi non si ferma mai a riposare
sotto l’albero della calma
lascia andare chi non si prende cura
della tua leggerezza,
chi è portato a collere inutili,
chi tende al sorriso cattivo
lascia andare i negativi
chi ti beve il cuore come fosse un cocktail
e non ti offre nemmeno un sorso
del tuo bicchiere
lascia andare anche il divertimento
quando non è creativo,
lascia andare la musica
quando non va a tempo con quello che cerchi,
lascia andare tutto quello che affascina
ma non ha cuore,
l’estetica senza anima,
lascia andare la bellezza
se non è fatta di luce propria
perché il primo passo
per realizzare la propria ambizione,
il proprio sogno,
è fare proprio il primo passo
il più doloroso,
quello che libera il piede
dalle cose che lo incastrano.
Gio Evan (pseudonimo di Giovanni Giancaspro), dalla sua pagina Fb
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In evidenza: Manuel Álvarez Bravo, “El Ensueño”, 1931

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